giovedì 9 agosto 2012

il fight club del libro - Forse è solo lo spirito della massa. Dare addosso all'individuo.


Ciaociaociao, bentornati al Fight Club del libro. Come va? Tutto bene? Accaldati? Leggete tanto? Leggete poco? Male, perché l'estate (eeee)  è il periodo giusto per spararsi N-mila libri sulla spiaggia. O anche non sulla spiaggia, come faccio io, perché questo è l'anno in cui la spiaggia la odio, mica come l'anno scorso che ci andavo sempre. Se ne parla l'anno prossimo, scio'.
Notizie da insider mi riferiscono anche che se pazientate ancora un po' magari ci scappa qualcosa scritta dal sottoscritto... che finisce su Kindle store... ma di più non posso dire, altrimenti mi ritrovo con una testa di cavallo nel letto. [...]

Ossessione
Stephen King

Iniziamo col botto, perché dei tre Ossessione è quello che mi è piaciuto di più, a mani basse.
Charlie Decker, liceale, non proprio apposto con la capoccetta, un bel giorno sembra impazzire e durante una lezione uccide l'insegnante e prende in ostaggio la propria classe, sotto la minaccia costante di un'arma da fuoco. Si scatena il finimondo nella scuola e i tentativi di fermare Charlie si risolvono in un altro omicidio prima che la polizia cerchi di negoziare col giovane. In realtà all'interno dell'aula le cose si evolveranno in un modo tutto particolare: Charlie e gli altri compagni inizieranno una specie di terapia di gruppo, durante la quale tutti i ragazzi cercheranno di capire cosa li ha portati in quel momento e, sopratutto, cosa li ha influenzati indirizzandoli verso tutti i cambiamenti che comporta l'adolescenza. Ma Ossessione è un romanzo sul mostro interiore di ognuno, sui rapporti tra l'individuo e la massa, di come quest'ultima sia mutabile ma finisce sempre per fagocitare il singolo. Un po' come ne Il Signore delle Mosche, solo che invece dell'isola deserta c'è una scuola, il luogo d'educazione per eccellenza, e la cosa se possibile lo rende ancora più inquietante.
L'unico grande problema è che il libro è molto difficile da reperire (se non possedete un Kindle!): è stato ritirato dal commercio dopo i fatti di Columbine. Un grande peccato, perché sicuramente è uno dei romanzi più interessanti, dal  punto di vista psicologico, del Re.



Il vecchio e il mare
Ernest Hemingway

Il tizio in copertina mi ricorda Paolo Villaggio, e per fortuna l'ho letto su Kindle altrimenti sarei tornato ogni due per tre a guardare la copertina e sghignazzare.
Il vecchio e il mare è stata una rilettura, perché avevo già letto il lavoro più famoso di Hemingway alle medie, o forse durante i primi anni di superiori, fatto sta che non ricordavo tantissimo. Sì, era la storia di questo vecchio marinaio che cercava di pescare il pesce più gigante del Canadà, un po' come Sampei. Un centinaio di pagine di battaglia tra l'uomo e la natura. Questo ricordavo.
In realtà il libro è molto metaforico e probabilmente non è niente che un ragazzino di dodici anni possa comprendere a pieno. La storia del vecchio che lotta rispettosamente fino allo strenuo delle forze per ottenere quello che vuole, ma finisce per spingersi troppo al largo ed è costretto a vedere il frutto del suo lavoro divorato dagli "squali", è una storia forte, quasi dal sapore di favola. Hemingway ha uno stile molto asciutto, secco e arido come la pelle del vecchio, altrettanto duro e infaticabile. Da leggere tutto d'un fiato, anche perché ha un ritmo piuttosto serrato e senza appigli.



Norwegian Wood
Haruki Murakami

È un romanzo nel quale tutti hanno un amore smisurato per la masturbazione e i suicidi. Pare che in giappone non facciano altro tutto il giorno che tirarsi pippe e poi impiccarsi. O almeno questo facevano negli anni 70, il periodo in cui più o meno è ambientato il racconto di Watanabe.
Watanabe è un giovinotto di belle speranze, iscritto all'università di lettere di Tokyo, che vive una sorta di storia d'amore super tormentata con Naoko. Naoko però non ci sta con la testa ed è ricoverata in una specie di centro di riabilitazione lassù sui monti con Annette. Allo stesso tempoì, Watanabe conosce Midori, che è una maialona, proprio l'opposto di Naoko, e che è così ingrifata che si farebbe un palo della luce. Tutto ruota intorno a questo trittico amoroso, con Watanabe che non solo non sa decidersi, ma proprio non ci pensa nemmeno a scegliere. È un personaggio molto passivo che si lascia scorrere addosso gli avvenimenti. Che vorrebbe essere un Giovane Holden ma che in realtà di Holden non ha nemmeno un briciolo di carisma.
È questo essere poco umano la pecca maggiore del romanzo. I personaggi sono tutti allegorie, messi lì a simboleggiare un qualche modo di essere portato all'estremo: Watanabe è il passivo, Naoko la timida sessualmente repressa, Midori l'eccentrica, l'amico Nagasawa il carismatico disilluso. Ed è tutto un po' così: freddo. Non riesce mai, almeno per me, a raccontare uno spicchio di realtà nel quale è possibile ritrovarsi. Ed è un gran peccato, principalmente per due motivazioni: prima di tutto perché il libro è bello al di là di questa gelida diffidenza;  e poi perché è scritto davvero in modo ineccepibile. È probabile che Murakami volesse restituire il senso di freddezza e solitudine dal quale sono permeati i personaggi, tutte anime disperate pronte ad aggrapparsi l'uno all'altro per non crollare definitivamente, però, secondo me, sarebbe servita un briciolo d'umanità in più.

2 commenti:

  1. "Ossessione" gran bel libro, come tutta la serie scritta come Richard Bachman almeno fino a "L'occhio del male" (compreso), anche se la perla tra tutti è "La lunga marcia" precursore di roba tipo Hunger Games, ecco questo vorrei vedere trasposto in un film!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meraviglioso La Lunga Marcia! Sono d'accordissimo.

      Elimina

Condividi!