martedì 28 agosto 2012

The Secret World - Quindici Giga di citazioni horror


The Secret World è un MMORPG (ma ne avremo a ridire tra molto poco), uscito recentemente su PC, che sposa la filosofia del mani-in-alto-questa-è-una-rapina: pagamento a prezzo pieno del gioco (nell'ordine dei cinquanta euro) e pagamento del canone mensile. È altresì un titolo molto particolare, giacché a livello di ambientazione è unico nel suo genere. The Secret World è ambientato in una specie di multiverso ottenuto sommando citazioni horror provenienti da letteratura, cinema e videogiochi. Una roba chic, insomma. Succede che vorrei provarlo ma sono contro i pagamenti mensili, però sul sito propongono una formula interessante: gratis per tre giorni e altri due giorni supplementari se riesci a risolvere trenta missioni nel tempo stabilito. Cinque giorni, quindi. Più che abbastanza per rompersi le palle di quasi qualsiasi cosa.
Me ne sono bastati due. [...]


Posto che mentre scrivo questo articolo c'è Guild Wars 2 che sta scaricando a una velocità spietata, questo periodo della mia vita non sembra particolarmente felice per i videogiochi: New Super Mario Bros. 2 procede con lentezza imbarazzante, come uno spuntino sgranocchiato quando proprio non ho nient'altro da fare; They Bleed Pixels, il gioco che devo recensire per TIS, lo sto giocando perché devo giocarlo, non perché voglio. Questo tanto per dire che le ore che ho passato a Kingsmouth (driiin, un campanellino per ogni fan di Lovecraft), immerso nell'universo di The Secret World, sono di per sé già un mezzo miracolo, nonostante siano spalmate in soli due giorni di gioco.
Il problema grande di TSW è uno: nelle prime ore non è un MMORPG. Che, in realtà non sarebbe nemmeno un problema. Dico con dodici euro al mese in più in saccoccia.

All'inizio del gioco ti si presenta 'sta tettona. Poi scompare... sigh.

Dicevo, il gioco ti fa scegliere una fazione iniziale tra: Illuminati, Templari e Dragoni; quindi ti butta in una città buia e -posso dirlo?- bruttarella per dare inizio alla storiellina di contorno. In realtà ci si accorge che non è tanto una storiellina quando la prima cutscene viene seguita da numerose altre e pare che l'impegno nel fornire un background al gioco (un background basato sull'unicità di ogni personaggio all'interno dell'economia del mondo, e questo lo rende -se possibile- ancora più un single player game mascherato) sia tutt'altro che nullo. È possibile scegliere un'arma di partenza (tra una nutrita schiera di armi malee, ranged o magie) e perdersi negli infiniti menù delle skill personali e di quelle legati alle armi (tante, tantissime), ma l'interfaccia di gioco rimane molto semplice e molto intuitiva. In fin dei conti il tutto è così veloce che non c'è nemmeno bisogno di tornare a consegnare le quest: siamo nel 2012, esiste il cellulare e basta mandare un bel messaggino al mandante e tutto è risolto. Comodo. D'altro canto è così comodo che hanno deciso di troncare la possibilità di intraprendere due quest insieme, sposando una filosofia più cinematica, alla GTA: ogni missione ha un'introduzione filmata che serve a familiarizzare anche un po' con i personaggi non giocanti.


Qua casca l'asino, perché The Secret World scopre ancora di più il fianco alle critiche che vedono la componente Multiplayer Massive Online, quasi come un vezzo inutile. Che in un MMORPG è un problema un tantino preoccupante. Le interazioni (sempre nelle prime ore, sia chiaro!) con gli altri giocatori sono nulle (quasi fastidiose, considerando che il branco di idioti che saltella da una parte all'altra mozza l'atmosfera horror che il titolo si sforza tanto a creare), le quest sono tutte evidentemente pensate per essere risolte da un solo giocatore (non troppo quelle classiche, ma quelle investigative -vera e propria novità del titolo- che consistono nell'esplorare le ambientazioni alla ricerca di indizi o nell'interagire con indovinelli e puzzles), e il gioco si sforza di farti apparire come un tassello fondamentale, salvo poi distruggerti l'illusione quando lasci il posto in fila a quel tipo coi capelli da minchione davanti a te. Ed è un peccato, perché poteva venirne fuori un discreto giochino: le quest sono divertenti, l'atmosfera è azzeccata e mescola sapientemente diverse influenze (Lovecraft, Romero, Stephen King, Craven, Poe, e c'è un casino di roba che non ho visto!). Forse ne sarebbe uscito un discreto giochino un po' anonimo, ma non con una componente forzata.
Magari più avanti la cooperazione diventa fondamentale (ho visto, per esempio, una battaglia contro un boss Cthulhu-style davvero impegnativa, e in generale immagini di istances più affollate che quelle dell'inizio da affrontare obbligatoriamente da solo) ma l'idea di pagare dodici euro al mese è... ok, quella è in effetti una cazzata a monte. Peccato: il gioco è pieno di roba, è divertente ed è ben fatto. L'idea sarebbe pure originale non ci fossero tutti quei soldi di mezzo.
Se volete provarlo, potete farlo direttamente dal sito ufficiale e scaricare il client che vi permette di testarlo con quella formula da supermercato del tre più due.

4 commenti:

  1. peccato, veramente, Quando lessi le anteprime sembrava potesse essere veramente una figata assurda, gli enigmi che erano mischiati con la vita reale, il dovere informarsi su città ecc...
    Peccato, veramente...

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    1. Ma il gioco è pure figo, l'idea è originale, è costruito bene... è questa componente online che nelle prime ore non delivera. Fosse stato messo a 50 euro con online e senza pagamento mensile, saremmo qui a fare un altro discorso probabilmente.

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    2. Tanto diventerà Free2Play xD

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  2. Sembra interessante, molto di più per gli amanti dell'horror ovviamente. Se fosse realizzato interamente in single player sarebbe riuscito a emergere molto più degnamente secondo me. Con dodici euro al mese per un multi che neanche soddisfa le aspettative non so quanto possa essere buona come idea D:

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