lunedì 24 settembre 2012

I Am Alive, e mi arrampico come un geco


L'idea di un videogioco che prende ispirazione dal romanzo La Strada di Cormack McCarthy mi provocava salivazione accelerata. Non solo perché adoro lo scenario post-apocalittico, ma anche perché vivrei (virtualmente, si intende) volentieri un'avventura che mi costringesse a scelte crudeli pur di sopravvivere alla fame e all'ambiente ostile. Un gioco che mi obbligasse a mangiare insetti, se necessario, spingendomi alle peggiori infamità per restare in vita il più a lungo possibile perché una volta crepati il gioco finisce. Non è che mi aspettassi proprio una cosa del genere da I Am Alive, però, devo ammetterlo, la speranza c'era. Una speranza vana, e almeno in questo la poetica del romanzo è rispettata. [...]


Ho imparato però che giudicare un gioco basandosi sulle proprie aspettative è una stupidata piuttosto grossa in una scala da zero ad Alan Wake doveva essere un free roaming, quindi ho messo da parte l'amarezza e ho giocato I Am Alive col massimo della serenità, godendomela abbastanza.
I Am Alive è la storia di questo tizio del quale non conosciamo il passato che, dopo anni, torna nella città dove vivono sua moglie e sua figlia per riabbracciarle. La complicazione è che nel frattempo c'è stato un disastro (presumibilmente di origine naturale) che ha trasformato il mondo in un enorme e tremante cumulo di detriti. Tutti muoiono di fame, sono costantemente minacciati da gruppi criminali sempre alla ricerca di cibo, e vivono sommersi da una cappa di polvere che riempie loro i polmoni. In questo, nell'ambientazione sporca, claustrofobica e spietata, I Am Alive fa centro: si viene minacciati continuamente dall'ambiente, dai "cattivi" (tanto per citare il buon vecchio MC) e, nondimeno, dai poveracci che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio sicuro all'interno dell'apocalisse.


Ora, che tipo di gioco è I Am Alive? Così, di getto, mi verrebbe da dire che somiglia in maniera piuttosto fedele a Uncharted (d'altronde come il 90% dei titoli d'avventura post Unchy), al netto delle sparatorie. Il focus del gioco, infatti, è tutto sulle arrampicate impossibili che il protagonista affronta. Cioè come se l'appetito ti costringesse a penzolare fuori dalla finestra per scalare tutti i piani del palazzo dove abiti. Sia ben chiaro: la componente non è fastidiosa ed è sempre ben giustificata, ma immaginate di trovarvi in un incubo del genere e, secondo me, arrampicarsi su un grattacelo risulterà piuttosto in basso sulla lista di cose da fare quando l'unico pasto del giorno è un barattolo di macedonia. A differenza di Uncharted c'è un'aggiunta piuttosto interessante: la barra della stamina che si consumerà con grande velocità e che, in più di un'occasione, costringerà a stringere le chiappe di fronte all'inevitabile morte per caduta libera.


Certo, la componente da survival viene fuori con più prepotenza durante gli scontri con gli zozzoni che abitano le strade e che cercheranno in ogni modo di scipparvi l'equipaggiamento. In questo frangente, il punto più alto viene raggiunto inaspettatamente all'inizio dell'avventura: quando le munizioni sono davvero poche (una, nei giorni di festa; due, nei sogni più rosei) e bisogna ingegnarsi per riuscire a cavarsi da una situazione di accerchiamento. Proseguendo nel gioco si viene in possesso di un piccolo arsenale e, nonostante gli scontri rimangano sempre difficili e punitivi (si va giù con uno-due colpi), il gioco del cazzo-ho-solo-un-colpo-a-chi-sparo? finisce, giustificando quasi un massacro indiscriminato.


Ah, questa devo dirla, non ce la faccio a tenermela dentro: I Am Alive gode del sistema di salvataggio più imbecille della storia dei videogiochi. Roba che in confronto i nastri per la macchina da scrivere di Resident Evil e il machiavelico sistema alla Dead Rising sono da premio Nobel per la pace.
Funziona così: lui salva quando gli pare. Se tu perdi consumi un tentativo, finiti i tentativi riprendi dal salvataggio automatico; magari mezz'ora prima, magari un'ora prima, lo sa Dio. C'è un menu che recita "selezione capitolo" dove è possibile scegliere uno dei capitoli già giocati e affrontarlo di nuovo. Potrebbe capitarvi, nello sprint che segue una morte abbastanza da rosicata, di entrare nel sottomenù e selezionare un capitolo a caso. Magari proprio quello iniziale visto che il puntatore è posizionato di default su quello. Be', in quel caso potete agilmente snocciolare il rosario, perché il titolo pensa bene che tutta la vostra vita post-capitolo selezionato non sia mai esistita, e cancella tutto quello che avete fatto dopo. Tutto. Anche i capitoli successivi dalla selezione capitolo. Ci si sente vuoti e traditi. Senza speranza. Arrabbiati col mondo. Ecco dov'è che è ispirato al romanzo.


Chiudendo, I Am Alive merita sicuramente i soldi che costa. Con meno di quindici euro vi portate a casa una produzione che in più di un aspetto ricorda quelle ben più grandi e più costose. C'è qualche furbata di troppo (tipo quella di lasciare aperto non un portone, ma un'intera palazzina per un eventuale sequel) e in generale il gioco non brilla per longevità, Parliamo però di un titolo che mescola, con una certa maestria, le caratteristiche cinematografiche tanto agognate dal videoludo contemporaneo (con un comparto grafico davvero molto curato, seppure volutamente camuffato dai filtri) e qualche meccanica che rende la vita più difficile e meno paciosa al solito protagonista arrampicamuri. Consigliato! Certo, se poi un domani dovessero farmi un videogioco in cui mangio cavallette e tratto una lattina di coca come oro, sarei pure contento.

6 commenti:

  1. Bene vedo che il mio consiglio ti ha convintissimo :P cmq se vuoi un gioco dove si mangia roba schifosa c'è sempre Lone Survivor!

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    1. Sì, mi è piaciuto molto!
      Lone Survival però manca dell'atmosfera post atomica alla The Road. L'unico gioco che mi ha dato un'impressione simile è stato Project Zomboid, anche se là l'impianto narrativo era tutto diverso.
      Però grazie del consiglio! :D

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  2. Va be' ho capito... può stare nella wishlist di Steam almeno fino a che non lo scontano (Thanksgiving? Halloween? Nasale?)

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  3. Mouse_in_the_house24 settembre 2012 21:34

    Insomma da prendere l'estate prossima a 2.50 € XD

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  4. Con gli sconti, secondo me, è un must. Ma i suoi quindici euro se li vale tutti, eh!

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    1. Be' se ci sono gli sconti... uno ne approfitta :D

      Penso che da quando c'è Steam non ho più comprato giochi alla loro uscita, però ne ho comprati molti di più!

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