lunedì 10 settembre 2012

Pluto - Però il miglior robot del mondo rimane Emiglio


Se siete frequentatori abituali del Panino, vi sarete resi conto che già da un po' di tempo la rubrica "Quello che sto leggendo" latita. Quella rubrica dedicata ai fumetti, fumettoni e fumettacci che leggo, praticamente s'è eclissata per tutta l'estate. Il perché è presto spiegato: mi sono preso una pausa dai comics. Cioè proprio zero, non ne ho più comprati dopo la galeotta visita al Panini Store, dove in effetti ho comprato roba che non ho nemmeno finito di leggere. In compenso mi sono dato alla lettura di manga. Sarebbe più giusto dire alla lettura di Urasawa, ma poi ho compensato con Eden e Akira, quindi sarebbe inesatto. La prima serie che ho completato e letto tutta d'un fiato è stata Pluto, rilettura di Urasawa del classico Astroboy di Tezuka. [...]


Pluto non è il cane di Topolino. In realtà sì, ma non questo Pluto. Questo Pluto è un robot, una forza che sta uccidendo tutti i robot più forti al mondo.
Lo scenario è un futuro imprecisato, dove tutti gli stati del mondo hanno fatto un cappottone alla confederazione Tracia, accusata di possedere armi di distruzione di massa (ricorda qualcosa? eh? eh?). Durante questa guerra, il primo grande conflitto nel quale gli androidi sono costretti a eliminare un numero enorme di loro simili, la Persia viene devastata e Dario XIV viene spodestato.
Pluto inizia anni dopo il 39° conflitto in Asia centrale. Un robot sta eliminando tutti gli androidi che presero parte alla guerra e tutti i membri della commissione d'indagine Bora: la cricca di scienziati che stabilirono la presenza delle armi di distruzione di massa.


In questo contesto si muovono i protagonisti della vicenda. Pur essendo un'opera piuttosto corale (viene dedicato spazio a ognuno dei sette androidi piùfffortidelmondo), l'attenzione si concentra su: Gesicht e Atom. Gesitch è un poliziotto robot, il poliziotto robot; e Atom è un bambino robot, universalmente riconosciuto come uno dei modelli più sofisticati del mondo.
Tutta la vicenda ruota attorno ai dilemmi asimoviani: può un androide provare sentimenti come l'odio, l'amore o il rimpianto? È giusto spingere le macchine l'una contro l'altra presupponendo che non abbiano empatia con la propria specie? Qual è il limite entro il quale un androide può somigliare a una persona? Non si risparmiano nemmeno tematiche tipiche del Philip Dick di Il cacciatore di Androidi\Blade Runner. C'è tutto quello a cui la fantascienza robotica ci ha abituato. Ogni tanto si perde in sentimentalismi ma non risulta mai stucchevole o banale, anzi, è scritto così bene che le scene di combattimento (quelle tre pagine e mezzo di cazzotti robotti che ci stanno) stonano. C'è anche un riferimento, nemmeno troppo velato, a Pinocchio e alla sua chimera: diventare un bambino vero. Diventare una persona vera. Contenutisticamente, Pluto è davvero valevole.


Devo dire che Urasawa, al contrario di Monster (che pian pianino sto finendo di leggere), non perde nemmeno troppo la bussola: procede dritto fino all'epilogo in soli otto volumetti, concedendosi un paio di parentesi francamente risparmiabili ma che non pesano nell'economia della storia. Ci sono parecchi concetti interessanti e anche delle idee che, nel marasma del citazionismo, risultano nuove (almeno per me, che il genere lo mastico ma nemmeno tanto). In particolare mi ha colpito l'impossibilità del robot perfetto, lasciato libero di decidere che tipo di personalità assumere, di svegliarsi perché costantemente occupato a calcolare tutte le possibili  combinazioni dei comportamenti umani.
Il tratto è il solito pulito e meraviglioso di Urasawa, niente da aggiungere perché parla da sé.
Pluto è composto da 8 volumetti da sette euro e cinquanta l'uno, edito da Planet Manga e, credo, ancora perfettamente recuperabile nella sua interezza. Se vi piacciono la fantascienza e gli androidi non fatevelo scappare. Tra l'altro se siete di quelle persone che non sopportano la giapponesità eccessiva (tipo me) sappiate che Urasawa ha un gusto molto occidentale che è riscontrabile anche nel fatto che le sue storie (e in particolare questa) si muovono in una moltitudine di direzioni e spesso sono ambientate in Europa.

7 commenti:

  1. Ragazzo, tra un po' mi odierai, ma si dice " qual è " senza apostrofo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, tu hai ragionissima, sono io che non riesco a scriverlo in automatico. Adesso vedo di chiudermi le mani nella porta, non è la prima volta che sbaglio. Grazie mille, correggo subito.

      Elimina
  2. Lo volevo comprare quando è uscito. Poi ho visto l'edizione schifosa, la carta da culo e la copertina meno rigida della carta all'interno. E non l'ho comprato. Però poi hanno imparato... Monster l'hanno pubblicato in un edizione WOW.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti messe una vicino all'altra, l'edizione di Monster mortifica quella di Pluto.

      Elimina
  3. Devo dire che mi è piaciuto molto.
    Anche se il prezzo è ancora un po troppo...

    RispondiElimina
  4. Personalmente l'ho letto tutto (le scan :P) in un fiato da quanto mi ha preso, assolutamente fantastico

    RispondiElimina
  5. Premetto che non sò nulla di Pluto, ho sentito dire solo che è una perla un pò ovunque.
    Dopo questa recensione è schizzato in prima posizione tra le cose da recuperare, dopo aver letto tutto d'un fiato Akira *O*
    Peccato per l'edizione Panini, come sempre non si smentiscono..

    RispondiElimina

Condividi!