sabato 27 ottobre 2012

Le Belve - Quando un film non puoi chiamarlo Selvaggi


Eh, perché il titolo originale del film è Savages, che da noi è letteralmente Selvaggi. Solo che così non ce lo puoi chiamare, perché altrimenti ti tocca metterci Ezio Greggio e la sorella fumata di Leo Gullotta che, visto il mood del film, ci stava pure bene. E forse c'è ma s'è fatta bionda e non ce ne siamo accorti. E, ancora forse, sarebbe stato meglio se il proiezionista avesse sbagliato e ci avesse costretti alla visione di quella pecionata nostrana di Selvaggi, anziché dell'ultimo film di Oliver Stone. [...]


La storia racconta di questi trio di figoni che s'è arricchito con il traffico dell'erba. Ma non arricchito tipo che vanno in giro con le scarpe nuove, ma arricchito tipo li mioni. Però sono buoni, loro, cioè a prescindere dal fatto che sono narcotrafficanti di merda, sono buoni. Figuratevi, uno di loro, il più tosto, è andato in guerra, in Iraq, e ohi ohi, quante ne ha viste il soldatino americano in Iraq mentre esportava democrazia, e adesso è freddo come il ghiaccio; l'altro è un missionario buddista e pacifista che va nei villaggi in Africa insieme a Claudia Koll e Paolo Brosio, a costruire scuole, e nel tempo libero produce la droga. L'ultima è una povera gretta che a forza di fumare erba da quando c'aveva tredici anni è diventata oca e pure zoccola. Ora, questi tre, belli come statue e col carisma di un apecar, finiscono a litigare col Cartello messicano della droga che, per ripicca al loro rifiuto, rapisce la ragazza e ricatta gli altri due, disposti a tutto pur di recuperarla perché è il grande amore della loro vita. E perché una così intelligente mica la trovi.
Il problema non è nemmeno nella vicenda in sé: con queste premesse si può scrivere un ottimo film. Certo, c'hai lo scoglio che devi usare dei personaggi così così, ma a pensare a quello che Breaking Bad, con la sua storia di droga, narcotrafficanti alle prime armi, e insospettabili cuochi di metanfetamine ha tirato su, c'era da essere ottimisti.


Prima di tutto: c'è la voce narrante. Aggravante: la voce narrante è quella della Lively. Aggravante dell'aggravante: la voce narrante della Lively è idiota (come il suo personaggio), retorica, autoindulgente, eccessivamente didascalica e con un pizzico di Diario di Bridget Jones ("Aaaah, i miei ragazzi...") che non guasta mai. Posto che per me la voce narrante è uno dei grandi mali del mondo, direi che siamo a cavallo.
La suddetta voce narrante non fa che prenderci per fumati e spiegarci con la manina ogni cosa: questo è quello buono, questo è quello cattivo; questo è quello violento, questo è quello calmo; questo è il bianco, questo è il nero; questo è il cazzo, questo è il culo. E così via in una serie infinita di opposti che dovrebbero rappresentare la distanza emotiva dei due protagonisti.
Il personaggio della Lively, O (da Ophelia, così da sottolineare ancora, con maggior garbo, il fatto che prima della fine del film potrebbe morire, come se la voce narrante non lo ripetesse un centinaio di volte dall'inizio, talmente tanto da bruciarsi completamente ogni possibilità che io ci creda), è la cosa peggiore del film. Lei è bellissima ma talmente instupidita da far venire il nervoso e farti passare tutta la libido. Da un momento all'altro si trasforma dalla regina delle Zoccole Von Zoccolis alla stordita che, in prigionia, si preoccupa del fatto che le danno da mangiare solo la pizza (giuro, è così). Il suo personaggio è buono, debole, sì, un po' fumato ma fondamentalmente lei è una bonacciona dai, chissene se in realtà è una merda di narcotrafficante straricca del cazzo. Ma sì, qua son tutti belli, ricchi, senza un cazzo di pensiero intelligente che sia uno, ma c'hanno i drammi interiori. La guerra, oh, la guerra, quante ne ho viste io.


Ci sarà qualcosa di buono in 'sto film? Perché pure la regia videoclippara, patinatissima, infighettita, a me non è piaciuta. Sì, dai, c'è: Del Toro. Quello di Benicio Del Toro è il personaggio più azzeccato (perché è l'UNICO vero personaggio): killer prezzolato, che cambia fazione più volte durante il film, che segue una non-morale tutta sua. La Belva del titolo (o il Selvaggio, insieme a Ezio Grggio). È sopra le righe, è ironico (e l'ironia era l'unica cosa che poteva salvare 'sto film, peccato che sia inserita estremamente a caso e non riesca stemperare i toni di scene che vogliono essere talmente seriose da diventare patetiche) ed è, che cazzo, ben interpretato. Sopratutto non è stupido: è l'unico personaggio del film che non prenderesti a schiaffi per sei giorni senza fermarti nemmeno per mangiare. Gli altri li ho odiati tutti, dall'inizio alla fine, specialmente quei tre spastici dei protagonisti. Per la prima volta dopo anni e anni, all'incirca da quando ero bambino e vedevo Yattaman, mi sono ritrovato a tifare fortissimamente per i cattivi. Volendo sposare la filosofia che quei tre vermi schifosi fossero in realtà i buoni, ovviamente.

9 commenti:

  1. Bell'articolo deh, poi per averlo tirato fuori di sabato ti deve aver proprio amareggiato il film!
    Un po' si subdorava l'aria di cazzata ma effettivamente non fino a questo punto... e la voce narrante è un male sempre su qualsiasi media, a meno che non sei uno co due palle così che se la può permettere.
    Le contrapposizioni che dici mi sembrano una squallida imitazione di ricalcare lo stile di scrittori contemporanei, con frasi messe in bocca a una rincoglionita. Insomma bello.

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  2. Non ho ancora visto 'sto masterpiece, e visto le premesse forse non sarebbe neanche il caso, ma invece mi hai convinto e quasi, quasi me lo vado a vedere...così...giusto per arrabbiarmi ancora un pò...come se taken 2 non fosse bastato...O_O

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  3. Le voci narranti dovrebbero bandirle dai film. Ok, non solo dai film. Orrida maschera dell'incapacità narrativa (appunto).

    Grazie per avermi evitato una visione inutile ^_^

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    1. Una voce narrante che inizia con: "Solo perché vi sto raccontando questa storia non significa che io sia ancora viva", dovrebbero bandirla dal buon gusto proprio.

      Figurati!

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  4. Finito di vedere in questo momento...che dire, fino a metà film la storia non sembrava male..poi un delirio di luoghi comuni, frasi fatte e situazioni alla Sergio Leone.
    L' unico attore di questo film (spero che gli altri siano stati pagati in banane) per me è Benicio del Toro, che è sempre un grande e ha proprio la faccia da killer psicopatico e mercenario; gli altri li ho trovati davvero poco convincenti, compreso Travolta che dopo essere stato a C'è Posta per te firma per qualsiasi ruolo. La ragazza poi ho veramente sperato che la sgozzassero per tutto il film o almeno che le staccassero un dito..ma porca miseria! Non solo sono tutti bellissimi e ricchi sfondati a neanche trent'anni (ok sono super narcotrafficanti però fa incazzare lo stesso), ma oltretutto riescono anche a sfangarla e vivere felici e contenti su una spiaggia da sogno fatti come scimmie e amati come Siddharta dagli indigeni!?!?!Daaaaaiii...personalmente un finale del genere mi ha fatto veramente rabbia! Della serie tutto il culo a voi e i messicani che sono brutti finiscono ammazzati o in galera...da Oliver Stone che ha fatto Natural Born Killers proprio non me l'aspettavo, in vecchiaia gli piglia male a tutti...sindrome di Lucas a go go...bah, meno male me l'ha portato il mio asino preferito, altrimenti mi bruciava pure il culo! E adesso vado a letto và, 'notte a tutti!

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  5. Finalmente una recensione in linea con il mio pensiero riguardo quest'orribile film, cercando ovunque tutti osannano questa schifezza.Trama inverosimile piena di esagerazioni fuori luogo e banalità.Una su tutte la prigionia di Ophelia;ma è normale che ad una prigioniera della più grande narcotrafficante messicana venga fornito un computer portatile(con internet per giunta)?
    Poi dei finali ne vogliamo parlare?Se il primo è il trionfo dell'inutilità(muoiono tutti così a cazzo,con uno dei due protagonisti che da due metri spara tre proiettili e non riesce a colpire in testa benicio del toro che è girato di spalle e per di più ferito);
    il secondo invece è troppo happy ending per tutti, con tanto di straziante discorso inutile e deficente di ophelia con tante scenette idilliache di paesaggi tropicali e stronzate varie. Dio mio che orrore

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  6. Peccato mi ispirava!

    magari poi gli daro' un'occhio comunque in un pomeriggio di piggia...

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  7. ma che cazzo dici??? O_o il film è bellissimo e rappresenta con zero effetti speciali quella che è la realtà di tre ragazzi giovani, belli e senza troppe paranoie in testa. un film non adatto ai bigotti!

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    1. Non lo so, non gli ho trovato quella carica anarchica che poteva avere un Assassini Nati, sempre di Stone. Ma lì la sceneggiatura di partenza era firmata Tarantino e, scusa, ma la differenza era palese.

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