martedì 23 ottobre 2012

Monster di Naoki Urasawa - Chi è il vero mostro?


Finalmente ho portato a termine la lettura di Monster nella bellissima- e costosissima- edizione Deluxe della Planet Manga. Composta da nove volumi grandi più o meno come mattoni, la serie è sicuramente uno dei manga più belli che abbia mai letto. Non che sia un grande lettore di manga, intendiamoci, però Monster  grazie al gusto molto occidentale di Urasawa, è piacevolissima per chiunque. Anche se spesso un po' troppo tirata per le lunghe con ritmi che, da serratissimi, si distendono eccessivamente. [...]


Monster (cercando di ridurre a dieci righe di cazzate una storia da migliaia di pagine) è la storia di Tenma, neurochirurgo giapponese di successo a Dusseldorf. Convinto dell'equivalenza del valore di tutte le vite, Tenma decide di operare un bambino, ferito gravemente alla testa da un'arma da fuoco, anziché dare priorità al sindaco, giunto all'ospedale qualche minuto dopo e con una diagnosi ben meno grave. La scelta dell'uomo si rivelerà fatale per ben due conseguenze: la morte del sindaco, che gli farà perdere ogni possibilità di carriera, e la rivelazione della vera natura del bambino: un mostro, un assassino che ha ucciso i suoi stessi genitori.
Il bambino, prima di darsi alla fuga, avvelenerà il direttore dell'ospedale uccidendolo, e la colpa di tutto ricadrà su Tenma, accusato dell'omicidio.
Monster è il viaggio di Tenma alla ricerca di Johan, quello stesso bambino, ormai adulto, che ha compromesso l'esistenza del dottore. A fare da contorno al nucleo della vicenda una moltitudine di storie e sotto trame che estenderanno l'intera faccenda a un complotto molto più grande di quanto non si possa immaginare all'inizio.


Sono proprio queste storie secondarie, la cura che è riposta nello studio di una realtà così ampia, così vera, che rendono Monster speciale. Dietro le tinte del giallo\thriller, il fumetto tocca tanti dei temi della poetica di Usarawa. Gli stessi personaggi non sono mai banalmente distinti come il bene e il male; in loro vive la dicotomia tipica dell'essere umano, e Johan ne è un esempio perfetto. Il suo personaggio è sempre misteriosamente superiore, quasi fosse davvero un Dio che si diverte a giocare con vite che per lui non valgono niente, eppure non lo vediamo praticamente mai usare violenza o agire direttamente per nuocere a qualcuno. Ci si ritrova sempre, costantemente, a chiedersi se Johan sia davvero il male, il mostro, persi nella contemplazione di quel sorriso malinconico che sfoggia. Monster gravita costantemente attorno alla questione bene\male: qual è la differenza? Dove finisce il bene e inizia il male? E se il bene combatte il male con mezzi violenti, non finisce mica per essere la stessa cosa?


Ma di cosa parla veramente Monster? È una domanda che ci si pone costantemente lungo tutta l'opera e si arriva a una risposta esclusivamente verso la conclusione. Monster racconta della condizione dell'essere umano e di come lo stesso, influenzato nel modo giusto, possa diventare qualsiasi cosa. Ma Monster racconta anche di apparenze, di Mostri che agiscono nell'ombra al sicuro grazie alle cariche che ricoprono nella società; del mostro interiore nascosto in ogni persona, di quanto e come possa essere stuzzicato e scatenato e di come gli effetti possano essere poi ingestibili. Allo stesso tempo Monster parla del caso, di quanto sia soverchiante e ingiusta la vita. Di come una singola scelta può cambiare la sorte del mondo intero.
Attraverso gli occhi di tanti personaggi, Urasawa dà una visione del mondo e della vita completamente differenti; i temi trattati nel manga sono molteplici, ben più di quelli elencati qui sopra, semplicemente perché la storia viene vissuta da una moltitudine di punti di vista. È un enorme mosaico di situazioni che cercano di afferrare il senso dell'esistenza.


I pregi di Monster sono tantissimi: la profondità dal punto di vista narrativo, l'ottima gestione di un panorama così complesso, l'incredibile dipanarsi delle storie, il tratto pulito ma caratteristico, praticamente perfetto, del disegno. Non c'è niente, o quasi, che sia fuori posto. L'unico appunto che mi sento di fare, è un'eccessiva tendenza a perdersi per strada. Sono sicuro che il signor Urasawa era uno di quelli che a scuola finiva per scrivere di porcospini nel temino sulla seconda guerra mondiale. Spesso, specialmente nei primi numeri, la storia è troppo diluita con intermezzi che rallentano la vicenda di Tenma. Nonostante poi tutte le storie finiscano per intrecciarsi con quella principale, la frustrazione del non riuscire a sapere come procede la ricerca del neurochirurgo è tanta.
Per il resto, Monster è un manga che consiglio senza alcun dubbio. La spesa da sostenere è onerosa (ogni volume costa qualcosa come 12 euro, ma li vale tutti sia per qualità della carta sia per la porca figura che la sovracopertina rossa ed elegante fa in libreria), ma il valore artistico di Monster è innegabile. Oh, leggetevelo e basta, senza tante storia. Su, andare.

3 commenti:

  1. E' un difetto frequente quello di perdersi per strada da parte di Urasawa, anche se in Monster meno evidente.

    Se non lo hai letto ti consiglio 20th century boys. Di quest'ultimo esiste anche l'ottima trasposizione cinematografica (in tre film).

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    1. Sto aspettando la versione Deluxe che, prima o poi, dopo averci tenuto sulla graticola, probabilmente uscirà! :D
      Lo comprerò sicuramente, comunque.

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  2. Prima o poi, quando troverò il tempo, prima o poi... T__T

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