venerdì 9 novembre 2012

Allen - nello spazio nessuno può sentirti ridere


Cito nel titolo il gioco di parole dell'introduzione di Allen, a cura di Andrea Plazi, solo perché è la linea più azzeccata (ma anche più banale) che si poteva trovare per questa ennesima parodia del genio Ortolani.
Allen, acquistato a Lucca (seguiranno settimana prossima La profezia dell'armadillo e Un polpo alla gola di Zerocalcare e L'attacco dei giganti di Isayama) e letto nel giro di due mattinate post-studio intenso, è probabilmente il fumetto con cui ho riso di più in tutta la mia vita. Una perla. [...]


Non sono un vero seguace del Ratto. Ho letto un bel po' di numeri, i primi rigorosamente in ordine grazie a Tutto Rat Man e altri sparpagliati (specialmente le parodie dei film), ma sono ben lontano da essere uno che sa a menadito le vicende di Rat Man. Per leggere Allen non serve nessuna preparazione: la storia è a sé e, figurarsi, Rat Man non c'è nemmeno. Forse ci si perde qualche riferimento (c'è una splendida Cinzia Otherside nei panni theroniani della capa della astronave), ma per il resto Allen va giù che è un piacere. Discorso diverso invece per i film che prende da ispirazione (Alien e Prometheus), perché non aver visto quelli (vabbe', roba che se non avete visto Alien dovete finire in galera, altroché) pregiudica buona parte del divertimento nel vedere le scene riproposte da Ortolani.


La vicenda è una fusione piuttosto riuscita della trama dei due film di Ridley Scott. Allen, miliardario proprietario di tutta la Terra (tranne che per il campo sopra Monte Baldo, perché il vecchio Tonòn non ha proprio voluto saperne), decide di finanziare una spedizione alla ricerca dei creatori dell'umanità. Con lui Valery Kramer (Cinzia), il transessuale comandante dell'astronave che cercherà di adescarlo in ogni modo, Oliver, il robot nanetto creato dallo stesso Allen e vittima delle sue perfide battute, e tutta una serie di comprimari destinata alla morte. Le vicende si intreccieranno ripercorrendo ogni momento importante: il ritrovamento dell'ingegnere, le uova, l'alieno che buca lo stomaco del poveraccio di turno, il dialogo con i creatori. Il tutto poi è inframmezzato dal presentatore Giacotto, che conduce la trasmissione Misterius (e da Alan Sorrenti che canta Figli delle stelle) che, per quanto possa essere una parodia estremamente divertente della quasi omonima trasmissione, rimane forse un tantino più credibile.


La storia, che ve lo dico a fare, fa spanciare dalle risate. Sghignazzavo come un cretino mentre la leggevo, e cercavo di contenermi prima che in casa chiamassero un esorcista. Non c'è una componente fuori posto, tutto, dalle perfidie che Allen riserva al nanis (come lo chiama lui) Oliver, ai collegamenti senza senso di Giacotto che cerca di risolvere i misteri dell'universo. A questo si aggiunge l'ottima reinterpretazione della trama dei film e, parliamoci chiaro, la copertina più bella del creato.
Allen è un albo che vi straconsiglio, in ogni caso, sia che siate fan di Ortolani sia che il papà del topo più famoso al mondo (crediamoci fortemente) vi risulti indigesto. L'unico caso nel quale davvero potete farne a meno è se l'umorismo di Rat Man non vi stuzzica e avete odiato Prometheus e, sopratutto, Alien. In quel caso però siete persone orribili e vi consiglierei di non leggere più niente. Chiudetevi a riccio.

1 commento:

  1. Grande Ortolani.
    Non odiare prometheus è un gesto di estrema fede, roba da guafagnarsi il paradiso in tutte le religioni contemporaneamente.

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