lunedì 12 novembre 2012

Halo 4 - La famiglia Prometeici


*Halo 4 - La famiglia Prometeici, è un breve raccontino delle primissime ore del gioco. Se non volete sapere nulla di quello che succede all'inizio dell'avventura, allora evitate di leggere. Di Halo 4 ne riparliamo bene tra qualche giorno, quando avrò spolpato per bene anche la modalità leggendario!*

"Chief".
La mia sveglia ha le tette. Questo migliora, anche se di poco, il trauma del risveglio. Cortana mi guarda dall'altra parte del vetro. Devo dire che il tempo l'ha resa più bella. Quando me l'hanno data girava ancora su Windows 98 ed era un mezzo sgorbio. Ora potrebbe finire sul paginone centrale di Playboy... se esistesse una sezione dedicata alle I.A. supersexy. Dovrei proporlo.
Guarda, mi dice, che hai dormito quattro anni e spicci, il sonno perso dovresti averlo recuperato alla grande, e poi c'è qualcuno che sta grufolando nell'astronave, ché già c'abbiamo due spicci per colpa della crisi, vedi che ci fregano pure quelli. Alza lo sguardo, tira la leva e andiamo, forza. [...]


Io ho questo problema: quando mi sveglio la mattina sono sempre molto nervoso. Poi immaginate aver dormito col casco su per quattro anni. Ecco, fate conto che alito che devo avere. Scendo dalla capsula criogenica, criostasica, crioqualcosa, estraggo il chip di Cortana dal terminale e imbraccio il fucile.  Non ce l'abbiamo il caffélatte qua, sulla Aurora Nascente; i fucili quelli sì, quanti ne volete, ma niente cereali. Fortuna vuole che sono un veterano di guerra (privato di tante, tante colazioni) e che maneggiare queste armi per me è elementare. Quattro anni di pennica non mi hanno annacquato i sensi nemmeno un po': sono letale come l'ultima volta. Oddio, forse un po' meno di quella volta che ho abbattuto da solo due Scarab Covenant, però me la cavo ancora.
Quando esplode la parete , e sento quelle vocette da paperini petulanti, comincio a sparare con precisione chirurgica. 'Sti qua sono più invadenti dei Tesimoni del Manto, sempre pronti col ditino sul citofono per tirarti giù dalla criostasi alle sei del mattino. Avanti a dirglielo che tu ai precursori ci credi, ed è proprio quello il problema: che sono undici anni che cerchi di rimettere a posto il casino che hanno combinato.


Combatto con i Covenant e realizzo che qualcosa non va: che c'è una forza che ci sta attirando verso la superficie di un pianeta. Come se le sfighe non arrivassero mai da sole, Cortana mi dice che sta morendo perché le I.A. vivono solo sette anni. Hai presente i cani, mi dice? Ogni anno per un cane  è come sette anni per gli esseri umani, e ogni anno di Cortana è come sette anni per i cani. Sì, okay, ho finito le dita per contare, però insomma: Cortana sta per rimetterci le penne, e non è proprio come quando ti muore l'hard disk del computer. Non che voglia sminuire quella situazione traumatica ma, ecco... forse è più come quando passava a miglior vita il Tamagotchi. Che poi sono dieci anni che me la porto dietro, uno ci si affeziona pure, mica siamo bestie, noi soldati.  No, le dico, non ti lascerò cancellarti o qualsiasi altra cosa stia succedendo, ne so niente io di computer: ti riporterò sulla Terra. Ti farò curare. Lei fa un po' la preziosa: ma no, ma 'ndo vai, a Rambo raccogli il giubbotto. Poi però pensa all'alternativa e si trova davanti al topico dilemma: essere o non essere? E mi fa: oh, se proprio mi devi salvare...


Bum.
Di quello che è successo prima del colpo non ricordo niente. Mi torna in mente questo pianeta blu, bellissimo. E poi un pezzo dell'astronave m'ha beccato in piena fronte. Il buio. Mi risveglio su questo pianeta piuttosto bello in una scala da zero a limortacci. Mi sa che la botta in faccia ha attivato qualche miglioramento del casco, perché non c'ho mai visto così bene. Anni e anni a vedere il mondo come un miope... così imparo a leggere le istruzioni delle cose che compro.
Colonne di fumo si alzano all'orizzonte dove le navi Covenant hanno impattato col suolo. Un cielo plumbeo ma luminoso getta un'ombra sinistra su tutto l'ambiente; costoni di roccia si affacciano su strapiombi vertiginosi. All'orizzonte piloni fluttuanti svettano fino a bucare le nubi.
Bello, vero? Cortana mi risponde che sta bene e che domani alle 15:25 il meteo porta pioggia. Poi ride sguaiata. Guarda Corta', mi sa che c'è qualcosa che non va: è uno di quei giorni? No, fa lei, sto impazzendo, te l'ho detto. Ah, sì. Bene.
Intercettiamo una trasmissione, qualcuno sta cercando di mettersi in contatto con noi.
Sia...zzz... 'smissione.... infin....zzz...'ulo.
Forse ho intuito l'ultima parola, ma Cortana mi interrompe prima che possa riferirgliela: dobbiamo eliminare la fonte del disturbo. Sempre noi, tutto noi.


Riusciamo ad ascoltare qualche altro brandello di comunicazione. Pare ci sia di mezzo un manufatto. O magari è scappato un gatto, sinceramente non è che si capisce tanto bene. Nel primo caso mi impegnerò a prendere a bacchettate sulle mani i responsabili: nessuno che si faccia mai i fatti suoi nell'universo. Nel secondo caso: succede, poi tornano. Cambiati.
Superare i Covenant è diventato un gioco da ragazzi. Quando cerco di farmi grosso e lo faccio notare a Cortana lei risponde che no, la temperatura è più fresca di quanto si aspettasse. Le belle giornate si accorciano.
La geometria dei posti è davvero soverchiante: sale enormi, ornate da mezze colonne erette come piedistalli. Strani terminali con i quali pasticciare. Cortana sembra riprendere lucidità. È quello, mi dice. Premi quello. Mi ci avvicino, un po' intimorito. C'è una grande scritta, in un alfabeto formato da segni e strani ghirigori. Chissà quale segreto custodirà questo idioma sconosciuto. Chissà quale terribile segreto svelerò pigiando questo tasto misterioso. Mi faccio coraggio. Cortana annuisce. Lo premo.
Un suono fastidioso riempie l'ambiente, rimbalzando da una parete all'altra.
"Ahò, ma chi cazzo è che ha sonato er citofono der condominio?"
Una dopo l'altra, voci aliene si rincorrono, provenendo dai pilastri dapprima vuoti. Uno, due, dieci, cento forme di vita che non ho mai visto mi guardano con l'occhietto stranito. Uno di loro allunga una mano e grida: Eccolo, er fio de na mignotta, acchiappalo!
Con tanto d'occhi mi volto. Si è aperto un portale. Fuggo, tenendo bene a mente che mi sono fatto un nuovo nemico. La famiglia Prometeici.

1 commento:

  1. Grande racconto come sempre! Mi fai piegare dalle risate!:)
    Io ho finito ieri la modalità leggendario in single. E a parte in un punto verso la fine, non l'ho trovato per nula difficile...almeno non come i vecchi Halo. Ora mi stò dedicando alle spartan ops...ho scoperto che durano una settimana, e se non le giochi spariscono e passi direttamente al capitolo successivo. Almeno, io i primi 5 capitoli non gli vedo più.
    P.s. il doppiaggio in italiano fa pena! :)

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