venerdì 16 novembre 2012

Halo 4 - Togliamoci il dente e parliamone con calma


Allora, su, forza, che ho rimandato troppo a lungo. Il fatto è che ogni volta che esce un Halo non so mai che scrivere. In parte mi rendo conto di essere una specie di esaltato per la serie di Halo (anche se ODST mi ha massacrato le gonadi), in parte perché diventa in breve il gioco più chiacchierato del mondo. E poi che puoi scrivere di Halo che non sia ancora stato scritto delle mille iterazioni precedenti del brand? [...]


Halo 4 è uno dei pochi titoli (se non l'unico) che aspettavo in questo fine anno un po' mogio (pieno di titoloni ma nessuno, per quanto mi riguarda, di grande richiamo). Di più: era una sfida a viso aperto al destino, visto il cambio di mano da Bungie a 343. Uno schiaffo alla traditora. Uno scaracchio ai piedi, e via così in una serie di immagini sempre più disgustose ma pregne di significato. Togliere la paternità di un'opera del genere è un po' come rapire la figlia di JFK (scusate, dovevo infilarlo in qualche modo, sono giorni che ci ghigno dietro).
Partiamo col piede giusto: 343 ha fatto un lavoro encomiabile. Quasi senza sbavature. La campagna principale è molto bella, nella sua semplicità, anche se gli manca un'epica pari a quella di Halo 3 (che, Buon Dio, era il top e lo è rimasto) e riprende le vicende del Capo quattro anni dopo la chiusura della trilogia precedente: Chief e Cortana persi nello spazio, Cortana che sta crepando perché ormai è una GILF, e un nemico grande e grosso che vuole prendere a legnate sul muso gli umani. Tutta un'avventura (non lunghissima) che si sviluppa, magari tradendo una struttura più lineare rispetto a quella di alcuni capitoli precedenti, ma con un ritmo sempre sostenuto. Bello il finale, belli i ringraziamenti ogni due per tre sulla fiducia che abbiamo dato a 343 per aver comprato il titolo.
Serve un'infarinatura della storia degli altri Halo? Sarebbe meglio, ma piuttosto che perdervi il gioco dell'anno, fregatevene che tanto si vive lo stesso.


Tanto per ribadirlo: Halo 4 graficamente è il meglio che si sia visto su 360 e, forse insieme ad Uncharted 3, in questa generazione di console. Spesso sembra di muoversi all'interno di un artwork tanto è bello il paesaggio, e l'animazione (e la costruzione) dei volti umani è impressionante, probabilmente la più espressiva che abbia mai visto.
Meraviglioso, come al solito, il lato artistico: geometrie, strutture, design delle nuove armi, tutto lascia a bocca aperta per la cura riposta. Halo 4 è un gioco confezionato con amore, un amore che, evidentemente, è stato tramandato da Bungie a 343: la quantità di roba presente nel disco è assurda, tanto da dover costringere il giocatore a installare un disco dati aggiuntivo per il multiplayer. Tante modalità, tante possibilità e delle caratteristiche non ancora del tutto sbloccate (come quella di poter recuperare le foto scattate dalla modalità Cinema dal sito online; ne ho una bella da paura che aspetta solo di finire sul mio hard disk, ci sbrighiamo trequattrotrè?).


Fronte multiplayer: è bellissimo. Pecca del fatto che le mappe sono ancora poche, abituati all'abbondanza del tre e di Reach. Le modalità sono leggermente di meno degli altri titoli (manca la race, se non sbaglio), il feeling invece è rimasto quello. Ci sono i poteri come Reach ma sono decisamente meno invasivi (non c'è lo scudo che vi salva le chiappe, amici miei). Sono ancora combattuto se giudicare positiva o negativa la scelta di inserire un sistema a livelli che premi, oltre al puro aspetto estetico, anche l'armamentario del giocatore. Nonostante si venga forniti anche ai livelli bassi delle armi principali (fucile d'assalto, fucile da battaglia e DMR), è una scelta che in minima parte favorisce i giocatori navigati. Per il resto è il solito, ottimo, multiplayer; secondo me il miglior multiplayer possibile per quanto riguarda gli FPS, o almeno quello con cui mi diverto di più.


Ho provato a tenere i toni bassi, che poi mi accusano di essere un fanboy. Se vi sono piaciuti gli altri Halo, allora questo è imprescindibile, poco da fare. Non abbiate paura del cambio di sviluppatore, perché è meno traumatico di quanto fosse prevedibile e, anzi, il cambio di tematica e la scelta di rendere Chief più integrato nella storia (sì, parla; sì, il doppiatore pare che si stia bevendo un caffè mentre gli esplode la casa sulla testa; sì, credo sia voluto) magari aggiungono anche qualcosa. Se Halo non v'è mai piaciuto, e quindi non vi piacciono i videogiochi belli, allora mi chiedo perché siete arrivati a leggere quest'ultima riga.

1 commento:

  1. Capolavoro di gioco, ma non c'era neanche bisogno di dirlo, Halo è un must have, c'è poco da fare! La campagna abbastanza coinvolgente ma non eccellente nel finale, si riprende completamente in un multiplayer sensazionale che diverte in continuazione e non lascia spazio ai momenti morti come può succedere su altri titoli fps. Il sistema di livelli alla COD mi piace parecchio però, oramai deve esserci competizione altrimenti il gioco diventa piatto, deve prendere sotto ogni punto di vista, e anche con l'aggiunta della personalizzazione, sbloccando pezzi di armatura livello per livello, la ritengo una ottima cosa.

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