venerdì 4 gennaio 2013

Film, Er Listone 2012: i migliori e i peggiori


Ultimo appuntamento con Er Listone 2012, questa volta dedicato al cinema. Torniamo a parlare di roba uscita esclusivamente nel 2012 nelle nostre sale. Ci sono dei film che in patria sono usciti sensibilmente prima ma che la distribuzione nostrana ha deciso di regalarci, con eccezionale prontezza, soltanto in questo 2012 e quindi li considero come tali e li inserisco senza problemi. Per il resto vige il discorso fatto in precedenza: nei film su cui sono dubbioso si nasconde qualche pellicola discreta ma che ha devastato le mie aspettative.
Rosico per The Master (che andrò a giorni, quindi lunedì recenso), Django Unchained (di sua maesta Dio in persona), Lords of Salem e Looper che da noi non sono ancora arrivati, ma ne parliamo nei prossimi mesi. [...]


I BUONI (cioè quelli che mi sono piaciuti)


Hugo Cabret - Martin Scorsese

Scorsese, basta il nome vicino al titolo.
Hugo Cabret è la storia dell'omonimo protagonista, un ragazzino che abita abusivamente nella stazione parigina di Montparnasse e che cerca di trovare il suo posto nel mondo. Lo fa ricostruendo un automa lasciatogli dal padre orologiaio che sembra custodire un segreto incredibile.
Il film si trasforma, non appena questo segreto viene svelato, e diventa un atto d'amore di un grande cineasta come Scorsese ai primi anni del cinema francese.
Hugo Cabret è un film meraviglioso, tanto a livello puramente tecnico quanto per i deliziosi personaggi che lo compongono. Bellissima la ricostruzione della stazione, bellissimo il crescendo della storia, bellissimo il finale. Bellissimo tutto. Guardatevelo perché merita e si combatte il titolo con un altro film che vedremo tra poco per mio personalissimo film dell'anno.


Take Shelter - Jeff Nichols

La storia è quella di un operaio che comincia ad avere incubi a proposito della fine del mondo. Attraverso queste meravigliose sequenze oniriche, la catastrofe non viene mai mostrata ma si presenta sempre sotto forma di minaccia (a lui, a sua figlia sordomuta, a sua moglie) anticipata da una pioggia torrenziale e soprannaturale, densa e vischiosa come olio.
Take Shelter è un film sulla follia umana, perennemente in bilico se concedere allo spettatore di provare fiducia verso il protagonista sempre più tormentato dagli incubi, o se unirsi all'idea della comunità di vicini che ormai lo ritiene un folle. Il protagonista, devastato dalla paranoia, finisce per perdere tutto in nome di un rifugio, un'ancora di salvezza, che inizia a costruire per permettere alla sua famiglia di salvarsi nel caso in cui le sue visioni si avverino.
Ultimi venti minuti da brivido e una fotografia eccezionale. Da vedere.


Hunger - Steve McQueen

Uscito nel 2008, ma portato da noi solo quest'anno, Hunger è un film che racconta degli scioperi della fame organizzati dai prigionieri dell'IRA nel carcere di Long Kesh.
Al di là della meravigliosa fotografia del film, che potrebbe essere muto (fatta eccezione per la lunga parte centrale nella quale Fassbender tiene dialogo con un prete, girata e interpretata in modo magistrale con una lunghissima unica inquadratura che stacca dopo quasi venti minuti di dibattito), quello che colpisce duro, oltre alla violenza fisica e psicologica riservata ai prigionieri, è proprio l'interpretazione di Fassbender, qui davvero splendido.
Un film doloroso da guardare, estremamente violento dal punto di vista psicologico e con una parte finale struggente (Fassbender è arrivato a pesare 58 chilogrammi per quelle scene).


Avengers - Joss Whedon

Il cinecomic come dovrebbe essere. Tizi in costumi ridicoli che si prendono a picchi nel muso, il tutto senza mai prendersi troppo sul serio. Perché, insomma come fai a prenderti sul serio quando sembra che hai addosso un pigiama?
Whedon regala probabilmente quello che sarà (almeno per me) la parola fine a questo filone che ci sta anche un po' -diciamolo- rompendo i coglioni con mille iterazioni di film tutti uguali. Avengers rimane il punto più alto di una cinematografia che difficilmente potrà fare meglio di così, di un film che sfrutta in maniera così intelligente anni e anni di preparazione.
Ovviamente consigliato a tutti gli amanti dei fumetti e non solo. Per tutti gli altri è da vedere anche solo per capire com'è che va fatto un film del genere (e, di riflesso, perché non dovrebbe più esistere roba come I Fantastici quattro, Devil e cazzatone varie).

Ne ho parlato meglio qui!

Cosmopolis - David Cronenberg

Il grande Cronenberg prende un romanzo di De Lillo all'apparenza impossibile da portare sul grande schermo e lo trascrive fedelmente, quasi fregandosene. Quella che ne esce fuori è una pellicola che scardina le regole, che si propone come un'esperienza ovattata, che taglia fuori l'intrattenimento e ci piazza su una limousine foderata di sughero capace di filtrare ogni suono proveniente dall'esterno.
Cronenberghiano fino al midollo, in Cosmopolis i concetti tanto cari al regista canadese - la fusione tra l'uomo e la macchina, il rapporto morboso col sesso, c'è anche la critica al capitalismo e all'edonismo - escono fuori in una serie di figure e situazioni amabilmente allegoriche. È un film particolare, che si compone nella sua interezza di dialoghi, situazioni surreali, metafore visive e una costante autodistruzione del protagonista (un Pattinson in parte, ché tanto doveva essere odioso e ci riesce perfettamente) che cade a pezzi mentre sullo sfondo, fuori dall'auto che s'è fatto costruire per isolarsi dal mondo, l'economia crolla. Da vedere e rivedere.


Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno - Christopher Nolan

Pieno di problemi dovuti a una sceneggiatura troppo cicciotta per le tre ore di film (che è tutto dire), l'ultimo film della trilogia di Nolan dedicata a Batman rimane comunque un buonissimo sequel e un ottimo finale.
Soffre, in modo ancora più evidente, dei problemi del capitolo precedente, che tra l'altro sono tutti imputabili alla figura di Batman (che c'è da dire in questo film appare davvero per una manciata di minuti) e all'eccessivo tono realistico e serioso che si è deciso di dare alla pellicola. Tono che poi, in quei momenti inevitabili in cui ci devi mettere la cosa che funziona solo all'interno di un film di supereroi, non fanno che accentuare il contrasto. Rimane comunque un film di intrattenimento ottimo, con degli attori fantastici e un aspetto tecnico (tutto, dalla regia alla fotografia passando per le musiche) magnifico.
Da vedere anche per l'interpretazione di Bane a opera di Tom Hardy e per il costume da Gatta zozza della Hataway. Il tanto chiacchierato finale (con gli inetti che ancora urlano allo scandalo perché "è impossibile"!) è invece perfetto, emozionante, commovente.

Ne ho parlato meglio qui!

Killer Joe - William Friedkin

Decostruzione perfetta della famiglia americana in questo pulp del grande Friedkin. Padre, figlio e figlia si mettono d'accordo per eliminare la madre che, coperta da un'assicurazione sulla vita, una volta ammazzata darà loro qualche soldo per risolvere i guai nei quali sono finiti.
Il padre è un povero idiota che s'è risposato con una donna che lo tradisce platealmente. Il figlio è uno spacciatore che s'è indebitato con un gangster locale. La sorellina è una ragazza con evidenti problemi mentali che sembra incapace di capire a pieno la gravità del piano del fratello e del padre.
Per occuparsi della donna, i due decidono di affidarsi a Joe, di giorno poliziotto, di notte killer prezzolato. Questo, di fronte alla temporanea mancanza pecuniaria di padre e figlio, decide di prendere come caparra la ragazza, costruendo un rapporto d'amore morboso.
Killer Joe è un film tesissimo, costruito su queste figure tratteggiate con maestria e un'attenzione particolare per i dettagli che li rendono personaggi tanto umani quanto profondamente malati.
Friedkin è un maestro nel rappresentare questa famiglia di sbandati che sembrano immensamente meno sani dell'assassino Joe, portando per mano lo spettatore fino agli ultimi incredibili (davvero incredibili!) venti minuti della pellicola che culmina in un finale magistrale.
Killer Joe è la pellicola che (insieme a Hugo Cabret) inserirei tranquillamente in cima alla mia lista delle preferenze di questo 2012. Consigliatissimo, ma occhio che l'ultima parte è davvero forte.


Moonrise Kingdom - Wes Anderson

Delizioso, un film che ti appacifica col mondo.
La fuga d'amore di due ragazzini (uno scout, l'altra figlia di due avvocati esilaranti interpretati da Bill Murray e Frances McDormand) raccontata in modo dolcissimo.
Perennemente sopra le righe, il film è forte di un aspetto tecnico meraviglioso, con una fotografia particolare e una serie di carrellate (quella iniziale al campo scout è fulminante) stupende, e delle interpretazioni dei bambini protagonisti (simpatici, maldestri e davvero dolci) e degli adulti che danno loro la caccia (idioti, quasi spietati eppure tristemente soli e patetici). A tal proposito da segnalare Edward Norton coi calzoncini corti nei panni del capo scout disperato che fa ridere solo a guardarlo.
Moonrise Kingdom è una specie di favola (che in un paio di momenti diventa incredibilmente inquietante) che si chiude con un'immagine finale da sciogliere il cuore.


Argo - Ben Affleck

Dai, lo dico pure io: Ben Affleck è tanto bitorzolo davanti alla telecamera quanto sorprendentemente bravo dietro.
Argo è la vera storia di questo finto film di fantascienza organizzato dalla CIA per permettere l'esfiltrazione dei dipendenti dell'ambasciata USA a Theran, durante la rivoluzione islamica. In realtà l'intreccio sembra più complesso ma viene affrontato con estrema furbizia dal film che te lo spiega -letteralmente- coi disegnini.
Argo è un buonissimo thriller, diretto bene, con un crescendo incredibile che culmina negli ultimi minuti di tensione totale. Nonostante sia una storia vera ci si trova col cuore in gola, durante l'ultima parte della pellicola, a tifare che il piano tanto folle quanto geniale del governo degli Stati Uniti vada a buon fine, in quei minuti tesissimi nei quali si assiste al destino dei personaggi come fossimo noi stessi a un passo dall'essere scoperti.
Davvero buono, mai noioso, ben interpretato e con una messa in scena invidiabile. È magari un po' furbetto ma glielo si perdona volentieri.


I BRUTTI (cioè quelli che non mi sono piaciuti)


La Cosa - Matthijs van Heijningen Jr. Lup Mannar Gran Figl Di Putt

Il produttore de L'Alba dei Morti viventi se lo può andare a prendere nel culo se pensa di poter fare un prequel che è anche un remake di uno dei capolavori del cinema senza che la gente dia di matto.
Questo La Cosa dovrebbe raccontare della spedizione norvegese che libera l'alieno che si scatenerà poi nel film di Carpenter. Tanto per cominciare la spedizione smette di essere norvegese quando arrivano una camionata di americani e poi l'alieno non può essere quello del film di Carpenter, perché questo è incredibilmente ottuso.
Questa cosa de La Cosa è il male, è pisciare addosso a un capolavoro, copiandolo e predisponendo tutti i pezzettini perché poi risultino plausibili in un film di trent'anni fa. Non ha alcun senso se non quello di rifarsi gli occhi con la bella Winstead. Manco a dirlo che gli effetti speciali al computer fanno ridere a confronto con quelli di un film di tre decadi fa. Ridicolo.


Rock Of Ages - Adam Shankman, quel terrorista di

Altra cagatona allucinante che presenta il mondo del rock ripulito da ogni vizio. Il rock che viene promesso nel titolo semplicemente non esiste, tutte le canzoni sono epurate dalla loro carica sovversiva e trasformate in una specie di leccata ridicola e mielosa. Se volete sapere come prendere una canzone hard rock e trasformarla in una melodia che nemmeno i film Disney, guardate Rock of Ages.
Tom Cruise fa la super star dannata e non si droga mai, la zoccola protagonista è effettivamente una zoccola ma è bona quindi glielo si perdona, il tizio che dovrebbe essere l'eroe del racconto è talmente raccapricciante da far ridere e tutti i comprimari, oltre a essere ridicoli, sono profondamente offensivi per chi il rock lo ama davvero. La storia poi è un insulto e la regia non esiste.
Sì, dice, ma le canzoni almeno quelle? Pare una puntata di Glee.
Sotto zero.



I CATTIVI (cioè quelli che potevano andare molto meglio ma non si sono impegnati)


Prometheus - Ridley Scott

"Dal regista di Alien e Il Gladiatore", c'è scritto sul manifesto. Che di Blade Runner sti cazzi.
Prometheus si avvale di un aspetto visivo senza precedenti, diventando probabilmente uno dei film più belli e più mozzafiato di quest'anno nel comparto degli scenari e della fotografia. Parte benissimo con una serie di tematiche interessanti e che sono tutt'altro che inedite nella fantascienza classica, e poi si perde, sbagliando tutti i momenti cruciali e presentando dei personaggi piatti e senza mordente (Fassbender a parte).
È un film che mi divide profondamente tra un'ammirazione incredibile per il suo aspetto visivo e un interesse per il tema di fondo davvero intelligente al quale però risponde con una sceneggiatura a tratti ridicola ma sopratutto frettolosa, avida e furba.
Forse è un film che rivaluterò, forse no e rimarrà per sempre in questo limbo dolciastro del film che tutto sommato mi è piaciuto ma che poteva essere cento volte meglio.


Lo Hobbit - Peter Jackson

Un film discreto che soffre delle tante lungaggini di una sceneggiatura tirata troppo per le lunghe.
Ogni tanto cerco di tracciare un paragone con il fratello maggiore, quel Signore degli anelli che adoro nonostante io non ami il fantasy. Puntualmente arriva il cagacazzi di turno che urla che non si può, che Lo Hobbit è una favola e che il tono è diverso. Lo so, solo che la confezione nella quale mi è stato venduto è esattamente quella del Signore degli anelli, e questo rende inevitabile e mortificante il confronto.
Forse l'apprezzerei di più se non si sforzasse in tutti i modi di allungare il brodo, se non provasse puntualmente ad avvicinarsi all'avventura di Frodo salvo poi trincerarsi dietro la scusa che il racconto d'origine è diverso. E sarà pure diverso ma niente ha impedito a Jackson di modificare la sceneggiatura a suo piacimento per realizzare tre film. È un peccato.


Amazing Spider-Man - Marc Webb

Un piccolo film che più passa il tempo più rivaluto in negativo (altri due mesi e finiva nei Brutti, altroché). Un pasticcio nato da una buona idea all'interno di una pessima idea. Il voler resettare un universo narrativo nato solo una decade fa, l'idea pessima, e il voler cambiare la caratterizzazione di Peter Parker con una più attuale, quella buona.
Peccato che poi manchi il film costruito attorno all'idea, perché tolte le origini narrate per la millesima volta, il resto è una sorta di nulla cosmico nel quale l'unica attrattiva è rappresentata da Emma Stone. Il film ruota attorno alla storiella d'amore, mette da parte il cattivo principale e scimmiotta un po' i toni dark del Batman di Nolan fallendo miseramente, perché per quanto si possa dire di Nolan, di certo lui è uno che di talento ne ha indiscutibilmente. Da bocciare anche la regia che spesso si concede queste trovate in stile videogioco che stonano da morire nel contesto. La cosa peggiore? È tutto un divenire per i prossimi episodi. Malissimo.



Hunger Games - Gary Ross

Qua vale lo stesso discorso fatto per il libro: è un film che mi ha intrattenuto nonostante non mi aspettassi niente di speciale.
Si lascia guardare, anche se sapere in anticipo tutti i colpi di scena ne devasta un po' il senso, ed è colmo di quella leggerezza (e quella sensazione di occasione mancata) di cui è strapieno il libro. C'è da dire che ha due enormi vantaggi rispetto alla fonte d'ispirazione: viene eliminata quella trovata di cattivo gusto nel finale, e c'è Jennifer Lawrence ( <3 ) , fattore che per me aumenta di qualche punto il voto complessivo al film e lo fa finire qui nel listone anziché nel limbo dei tanti dimenticati.
La prima parte è davvero azzeccata, bella e inquietante. Poi si trasforma in un baraccone probabilmente seguendo l'intento stesso della storia. Carino, la nota stonata è sempre quella: Katniss e 'ste lagne che pianta ogni due secondi.

1 commento:

  1. Avevo scritto un lungo commento maltrattandoti per quello che avevi scritto nel listone dei libri :) Purtroppo un click sbagliato me lo ha fatto perdere e non mi va di riscriverlo (magari il mastero puo' ritrovarlo?). Quindi riassumo

    Cosmopolis = sbavo
    Batman = cacca
    Avenger = meglio i power ranger
    Altro = non ricordo

    slataf

    RispondiElimina

Condividi!