venerdì 19 aprile 2013

Clive Barker - Libri di sangue, Le stelle della morte (allegria, portaci via)



Lo so che sono un po' scomparso, dove un po' sta per moltissimo. Perdonate l'assenza prolungata ma tra i tanti progetti (abbiamo effettuato uno spostamento dell'host per i siti dello Shelter, a proposito, se vi siete persi la recensione di TommasOblivion del sottoscritto, ve la linko) e l'università, il tempo che passo a casa è davvero poco. Quando possibile, però, mi ricordo dei miei amici del Panino, e torno a casa per raccontarvi, questa volta, di un libro che già dal titolo è subito allegria. [...]


Clive Barker è noto ai più per Hellraiser, il film, quello con Pinhead, il mostro con la faccia bianca e gli spilloni infilati nel ghigno. Cercatelo, ché tanto lo conoscete già. Suoi tutta una serie di film horror tipicamente anniottantaenovanta (Cabal, Il Signore delle Illusioni) che però non hanno la forza anche solo visiva del capolavoro Hellraiser. La sua attività letteraria parte da I Libri di Sangue (che qui in Italia uscirono a metà anni 80 con nomi superfantasiosi come Infernalia, Ectoplasm, Visions, 'ste robe così, che non erano per niente pacchiani), raccolte di racconti mediamente lunghi dai quali poi sono stati tratti film (Prossima fermata: L'inferno) ed episodi TV della bella serie Masters of Horror.
Quello che ho avuto il piacere di leggere recentemente, Le stelle della morte, equivale al vecchio Infernalia, cioè il primo dei Libri Di Sangue. È edito in un formato tascabile e accessibile nel prezzo (9 euro e 90) da Castelvecchi editore, e contiene cinque racconti e un'introduzione romanzata.

In generale, secondo me, Le stelle della morte non è un libro imperdibile. È più che discreto, perché contiene un racconto bellissimo, un paio di racconti molto belli e un paio trascurabili ma comunque piacevoli. Diciamo che il problema principale è che deve vedersela con la raccolt(on)a di racconti di Matheson che sto divorando in questo periodo (del primo volume ne abbiamo parlato qualche tempo fa, il secondo lo inizio proprio a giorni)  e, sinceramente, il confronto è impietoso.
Il racconto migliore del lotto, a mio parere, è Macelleria Mobile di Mezzanotte. Non solo perché è il più gustosamente splatter, ma anche e sopratutto perché ammicca a un tipo di racconto politico molto forte, suggerendo che New York (mi pare, ma tanto succede tutto a New York) sia governata da una razza di cannibali che vivono nei sotterranei della metropolitana ed esigono costantemente sacrifici umani. È ben scritto (anche se utilizza lo spostamento del punto di vista della narrazione in modo fin troppo sottinteso all'interno dello stesso paragrafo), non si perde in giri di parole e quando arriva al punto è abbastanza forte da destabilizzare.
Buoni poi sia Il ciarliero e Jack, sia La collina, le città. Il primo molto classico: la storia di uno spirito che perseguita un essere umano e dell'essere umano in questione che lo combatte con l'indifferenza. Forse nel finale è troppo frettoloso, ma funziona alla grande. Funziona meno a livello di ritmo La collina, le città ma contiene un'allegoria grandiosa sulla vita e i legami delle comunità cittadine che lo rendono il più visionario dei racconti e, dopo Macelleria Mobile, il più politico.
Meno incisivi Mai dire Maiale (de', complimenti al traduttore italiano che poi è Tullio Dobner, traduttore storico di Stephen King; a Tullio, ma come cazzo t'è venuto in mente Mai dire Maiale?), che in parte butta via la bella ambientazione con una storia che, per me, non arriva a nulla, e Sesso, morte e stelle che paga lo scotto di essere semplicemente prevedibile. E, dai, un po' volgarotto senza che sia necessario (anche se Barker mantiene sempre un decoro sorprendente nella sua esposizione delle pratiche sessuali).

Consigliato? Se siete amanti dell'horror, perché no. In fin dei conti il prezzo è abbordabile, l'impegno richiesto è davvero blando (duecento pagine, scrittura scorrevole, stile piacevolissimo). Trovate di meglio ma trovate sicuramente di peggio, inoltre il pantheon ideato da Barker è davvero affascinante.

5 commenti:

  1. Oh, sei tornato..
    Grazie a te ho scoperto Bradbury, e ti leggo sempre volentieri
    (abbiamo gusti simili in fatto di libri).

    Posso suggerirti "Fine" di David Monteagudo?
    sono curioso di saperne cosa pensi.
    Qualcuno lo ha paragonato a "La Strada" di McCarthy.
    Preso con le pinze, qualche somiglianza ci può stare..
    Dai, leggilo, poi ci dici come è andata.

    Ciao,
    Anjin-San.

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    1. Me lo segno! Se somiglia davvero a La Strada allora mi piace di sicuro :)

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  2. Ho riscoperto Barker, qualche annetto fa.
    Ho recuperato quanto più possibile tramite Ebay visto che i suoi vecchi lavori vengono ristampati pochissimo.
    Ho avuto modo di leggere ed apprezzare Cabal e alcuni dei libri della serie dei libri di Sangue.
    Per ora sono arrivato a Sudario il terzo della serie, gli altri sono introvabili se non a prezzi fuori mercato.
    Ho riscoperto questo autore grazie soprattutto a Stephen King che spesso e volentieri lo ha citato tra le sue pagine.
    Conto di recuperare al più presto Schiavi Dell' Inferno ( Hellraiser) ma è davvero difficile, purtroppo.
    Devo purtroppo constatare che Barker così come il sopracitato Bradbury sono ormai considerati autori abbastanza desueti e fuori moda, se non per le loro opere più famose.
    Eppure, in quelle che praticamente non conosce nessuno se non pochi intimi si nascondono letture meravigliose come L' Estate Incantata, Il Popolo Dell' Autunno e Paese D' Ottobre di Bradbury e i sopracitati Libri Di Sangue e Cabal che praticamente sono noti solo ai nostalgici degli anni ' 80-90.
    E' un vero peccato, saluti. ;-)

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  3. Utilissimo come post visto che volevo leggermi Infernalia e mi hai dato ottimi suggerimenti,
    grazie!

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