lunedì 6 maggio 2013

Richard Matheson - Tutti i racconti Vol.2


Ve lo ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato del primo volume dei racconti di Richard Matheson? Non ve lo ricordate? Tiè, ricordatevelo.
Un primo volume esemplare, seicento pagine di racconti che posso tranquillamente ritenere tra i migliori che abbia mai letto. Quindi praticamente d'obbligo era l'acquisto del secondo librone di racconti di Riccardone, che ricordo essere editi da Fanucci in una versione che somiglia a quella scelta per i romanzi di Dick. Prima di addentrarci nel volume, vorrei giusto tranquillizzare gli amici del Panino che sto recuperando, molto lentamente, terreno sugli episodi di Game of Thrones, e quindi a breve aspettatevi un piccolo commento di metà stagione. [...]



Dicevamo del Vol.2 dei racconti. Doverosa premessa: mi è piaciuto un po'meno del primo. I racconti più belli sono meno belli e i racconti peggiori sono peggiori.
Partiamo da questi ultimi. Sicuramente non posso definirmi un amante del romanzo western. Mi piacciono i film, quelli leoniani per lo più, o quelli crepuscolari a là Gli Spietati, ma credo sia un genere fortemente visivo che vive di suggestioni suggerite da quelle lunghe distese deserte col il sole che muore all'orizzonte. Insomma, su carta, su di me, non funzionano affatto e lo sa bene il povero McCarthy che col suo Meridiano di Sangue quasi mi uccise. A Matheson però la voce non dev'essere arrivata, e in questa raccolta ci sono un paio di racconti di pistolettate in faccia a cavallo. In particolare Va verso ovest, ragazzo (e Il Conquistatore che non so bene per quale meccanismo, ma sono lo stesso racconto ripetuto due volte!) e Troppo fiero per perdere che restano comunque gradevoli racconti di duelli tra pistoleri, e il soporifero Il ragazzo tra le rocce, che proprio no perché è pure lungo uno sproposito.
Da segnalare tra i racconti simpatici (in effetti sembrano quasi barzellette molto lunghe) Una grossa sorpresa, con un vecchietto che organizza una caccia al tesoro per i bambini del quartiere, e Miss Polvere di Stelle che riprende il tema dell'incontro con l'alieno in modo goliardico come in Cuori Solitari (opposto invece al serioso e forse troppo lungo Creatura, che apre questo secondo volume).
Bellissimi poi: La bambola tutto fare, nel quale due genitori comprano un pupazzo fin troppo realistico al figlioletto pestifero; L'esame, metafora spietata di una società che non accetta l'anziano; Una visita a Babbo Natale noir strepitoso con finale anticlimatico perfetto; Il nuovo vicino di casa con un personaggio talmente infame che deve per forza aver ispirato il protagonista del Bad Time di Balaguerò; Scadenza, di nuovo un racconto che vive in funzione di quel finale strepitoso.

Arrivando alla tripletta dei migliori:
I figli di Noè, la storia di questo ometto che viene fermato dalla polizia di un posto chiamato Zachry, un paesino di 67 abitanti, e per colpa di un semplice eccesso di velocità viene imprigionato e costretto a sottostare a una serie di procedure che sembrano fin troppo severe e indiscrete per un reato tanto leggero. Di nuovo finale strepitoso, ma con Matheson capita raramente di non restare col fiato tirato per qualche secondo dopo l'ultima parola. Probabilmente I Figli di Noè è il miglior racconto della raccolta perché riesce a restituire il senso genuino della paura per l'abuso che questo poveraccio subisce, prima di catapultarti direttamente nell'horror delle ultime due pagine. Perfetto.
Montaggio, di nuovo un racconto geniale. Uno scrittore, dopo aver visto un film, esprime il desiderio che la sua vita sia scandita dai tempi veloci e sincopatici del cinema. Qua non è solo l'idea a essere geniale (e nel 1959, anno in cui è stato scritto il racconto, doveva essere proprio qualcosa in grado di farti saltare il cervello) ma anche lo stile che Matheson adotta: l'utilizzo di ellissi temporali da una riga all'altra, o addirittura all'interno della stessa frase, tende a confondere continuamente il lettore che, parimenti al personaggio, si trova completamente spiazzato.
Infine, Discesa, che è uno dei primissimi racconti della raccolta e forse un po' riprende il discorso abbandonato da quel capolavoro (che era il miglior racconto del primo volume) di L'Ultimo Giorno: la Terra sta per essere devastata da un attacco nucleare, e l'unica possibilità di sopravvivenza per il genere umano è quello di rinchiudersi in bunker sotterranei dove si è cercato di ricostruire un ambiente simile a quello della superficie. La storia segue le vicende di queste due famiglie di amici e il loro modo di affrontare questa ennesima versione dell'ultimo giorno sulla terra.

Insomma, materiale di qualità ce n'è. A mio avviso nulla raggiunge le vette dei migliori del primo volume (su tutti: L'ultimo Giorno e Gravidanza Indesiderata) ma diciamo che il mio giudizio è fortemente mitigato dalla presenza di quelle pistolettate che non ho proprio gradito e di un inizio non dei più esaltanti. Il Vol.2 rimane comunque un mattoncino (in tutti i sensi con le sue 500 pagine) fondamentale per chiunque ami i racconti di Matheson. Compratevelo e non ve ne pentirete. Da parte mia, ho già in programma di acquistare il terzo e poi, prima del quarto, lamentarmi di essere arrivato alla fine e non avere più racconti di Matheson da leggere. Saranno lacrime napulitane.

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