domenica 9 giugno 2013

Il tempo è un bastardo - Jennifer Egan


Un po' di tempo fa un utente del blog mi ha consigliato di leggere Il tempo è un bastardo, romanzo del 2011 di Jennifer Egan che le è valso il Premio Pulitzer per la narrativa e il National Book Critics Circle Award. Visto e considerato che, per l'appunto, il tempo è davvero un bastardo, mi sono trovato a leggerlo solo in questi giorni, dopo quasi un anno dal suo consiglio.
Caro utente di cui non ricordo il nome, se ci sei batti un colpo perché credo anche di doverti moderatamente ringraziare visto che l'ho apprezzato parecchio. [...]


Il tempo è un bastardo è un romanzo molto particolare, quasi vicino a una raccolta di racconti ma tutti legati da personaggi ricorrenti collocati in diverse parentesi temporali.
Il libro vive di questo caos, perché non procedendo in ordine cronologico si sposta continuamente, in effetti disorientando un pochino il lettore (e quindi bisogna continuamente tornare sui propri passi del tipo: "Ma questo personaggio è lo stesso di quel racconto?") ma costruendo un quadro narrativo sicuramente originale. D'altronde una narrazione più lineare avrebbe tolto il gusto di venire sballottati da una parte all'altra del tempo e dello spazio (perlopiù il romanzo è ambientato negli Stati Uniti, ma c'è una bellissima parentesi a Napoli) e avrebbe privato il romanzo di una delle sue caratteristiche più fascinose: l'originalità della forma. 
I capitoli\racconti pur essendo estremamente coesi coprono una moltitudine di stili diversi: non solo prima e terza persona, ma c'è un -bellissimo- racconto narrato in seconda persona e perfino un capitolo raccontato attraverso delle slide schematiche che, sarà per la sorpresa di leggere in una forma così particolare, sarà per l'argomento, ho trovato davvero bello e toccante. C'è poi un capitolo invaso da note sul testo che ricorda tanto i saggi e i romanzi scritti da Wallace, e la cosa non ha potuto che farmi piacere.

È difficile isolare qualcosa per cercare di tirare le fila di un quadro così disordinato. Perlopiù Il tempo è un bastardo è la storia di questi personaggi che finiscono tutti per fare i conti col tempo che passa, quindi è molto probabile beccarli in un racconto giovani, belli e devoti all'uso di droghe e poi rimpiangere insieme a loro il passato che non tornerà e il conto che gli viene presentato per i tanti eccessi. Oppure, come capita, iniziare col conto che gli viene presentato per i tanti eccessi e terminare con una vita tranquilla, un buon marito e due figli ma con i fantasmi di un passato fin troppo rocambolesco che s'è portato via qualcuno di prezioso. Oppure ancora alla ricerca di una rivalsa dopo una carriera folgorante, incapaci di cedere all'avanzare del tempo all'idea stessa che la vita sia una bomba a orologeria.
Sempre malinconico e duro, il libro non perde mai d'occhio il punto, nemmeno quando le ellissi temporali spostano la narrazione molto indietro del tempo, la Egan è molto attenta a mantenere perennemente quel velo malinconico che poi è il motore vero del romanzo; oltre il rimorso e il rimpianto semplicemente il dolore di ogni secondo perso.

Forse Il tempo è un bastardo non è un romanzo da Pulitzer. Almeno secondo me, per quanto sia ben scritto e sapientemente cesellato sopra un'emozione ben precisa, e per quanto sia essenzialmente un romanzo perfetto senza grosse sbavature, soffre un po' del disordine che gli dà personalità. Ci sono pagine così belle che le leggerei all'infinito, ma anche momenti in cui il romanzo frena bruscamente (in special modo nelle fasi iniziali) e la potenza dello scritto scema di brutto. Parentesi molto brevi in un quadro che comunque rimane molto buono e incredibilmente sorprendente per me che non avevo mai letto nulla di questa autrice.
È un romanzo che consiglierei; leggevo in giro che qualcuno lo equiparava a un bell'album musicale (visto che comunque buona parte dei personaggi ruotano attorno al mondo della musica) composto da brani accomunati da un ritmo malinconico. Ecco, forse andrebbe vissuto così: da leggere e rileggere, ascoltare e riascoltare per capirne tutte le sfumature.

3 commenti:

  1. Sono contenta che ti sia piaciuto!


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    1. Aaaw! Eccoti :) Grazie mille cara Anonima. Davvero un bel consiglio.

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  2. L'avevo visto in giro, mo' me lo segno, mi piace come ne hai parlato. E forse anch'io lo leggerò tra chissà quanto.

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