domenica 1 giugno 2014

Edge of Tomorrow - Tom Cruise e il Giorno della Marmotta


Che la fantascienza se la passi male è una verità che scrivo all'inizio di tutti gli articoli in cui parlo di fantascienza. Ormai è un rito e non posso infrangerlo nemmeno questa volta. L'anno scorso qualcosina s'è visto: Looper aveva un primo tempo molto caruccio che poi si ammosciava con l'arrivo del "fijo de Satana" (come è stato ribattezzato in sala da me); Elysium c'aveva quella politica marxista che fa tanto furore ma poi si risolveva tutto a schiaffoni in faccia e ci rimanevi male; Oblivion era completamente mangiato da un Tom Cruise perennemente affetto da cazzodurismo che, perfino nel post apocalisse, non poteva esimersi dal raccontare quanto fosse stato ganzo l'ultimo super bowl.
Dicono che sono un po' prevenuto verso Cruise, e sì, è così, per questo quando ho visto il trailer dell'ennesimo film di fantascienza con protagonista il gran figl.di putt. lup. mannar. di Scientology ho quasi sboccato. E invece?


La storia è vista e rivista (che simpatico): c'è una guerra con l'ennesima specie aliena che è venuta a invadere la Terra. Il tenente Cage (Tom Cruise si chiama Cage, come Nicholas, vi rendete conto della portata della cosa?) è un cacasotto, verme schifoso, pusillanime lardoso, viscido vigliacco, e non vuole andare a combattere. Allora lo arrestano per diserzione e lo spediscono a forza tra le reclute, cioè i primi poveri stronzi che moriranno in guerra. Durante la battaglia Tom Cage non riesce nemmeno a togliere la sicura dell'arma, crepa come un poveretto ma, all'ultimo momento, uccide un cristone che ha qualche tipo di potere temporale e ne assorbe le capacità. Praticamente Tom ripete il giorno che precede la battaglia ogni volta che ci lascia le penne. Prima è spaesato e comincia a fare figure da cioccolataio con tutti, poi si mette lì di buzzo buono, studia tutti i particolari della battaglia e avanza sempre di più cercando di salvare i compagnucci e affrontando il nemico. Ma l'incontro con la bella Rita, una Emily Blunt perennemente sudata, lo spinge, una volta cominciato di nuovo il giorno, a cercarla e trovare in lei una mentore che gli insegni a usare il potere e colpire una volta per tutte il nemico distruggendo il cervellone centrale.
Ovviamente allenamento massacrante, stile Mulan, in cui Cage diventa skillato nel giro di tre giorni, e comincia a broccolare stringendo un rapporto lallero con Rita. Che comunque è sudata, sempre.


Allora, partendo dai pregi: Tom Cruise viene trattato come il verme che è. Tipo all'inizio lo pigliano tutti a calci, gli dicono le peggio infamità, gli danno i coppini e gli pizzicano le guance. Ché chi sei il figlio dell'oca bianca? Vai in guerra come tutti gli altri, pedalare. La ripetizione del giorno, all'inizio, e lo spaesamento di Tom danno vita a qualche gag divertente, poi lui diventa troppo autoconsapevole e la cosa non fa più ridere, ma all'inizio è genuina ed è buffa. Visivamente è interessante, e poi ricorda per un sacco di spunti il compianto Starship Troopers. Non è -eccessivamente- noioso, non c'è poi così troppo cazzodurismo americano (o perlomeno è abbastanza diluito, sopportabilmente sopra la soglia di un Jack Reacher qualsiasi, anche se qui non ci sono le mammellone di Rosamund Pike e se ne sente abbondantemente la mancanza).
Per il resto: la tinta di Tom Cruise comincia a essere imbarazzante. È una pellicola zeppa di cliché, di situazioni già viste (tipo l'immancabile personaggio secondario che si immola per la causa e si fa esplodere per concedere tempo all'operazione, urlando: "Figli di puttanaaaaaaa" mentre la telecamera si allarga e inquadra i nemici che lo accerchiano) e di forzature a livello di trama (il Cervellone sta in Svizzera, però poi no che in Svizzera che cazzo fai tutto il giorno? Però poi ha comprato i biglietti lastminute per la Parigi e che non ci vai a vede il Louvre? E anche la storia della trasfusione di sangue regge a stento) che ti fanno stringere i denti.
Tutte le spiegazioni a proposito degli esseri che hanno attaccato l'umanità sono ridicole. Quando Tom si rende conto del potere e racconta il tutto a uno scienziato che si presuppone avere tutte le risposte de caso, e gli fa: ma com'è che c'ho sto potere? Quello gli dà un bacetto sulla guancia e gli dice che deve crederci forte forte.


Però, senti, considerando che le premesse erano pessime (e che col mio problema di foto sensibilità alla fine, con Tom che pareva sparare proprio in faccia a me dei flash fastidiosissimi, stavo per morire e ricominciare il giorno per impedirmi di andare al cinema a vedere il film), Edge of Tomorrow non è nemmeno così male.
Ha il difetto che conosci perfettamente l'esito finale prima ancora di entrare in sala, nel momento stesso in cui capisci che Tom e il Giorno della Marmotta è la storia del riscatto di questo ufficiale dallo spaghetto facile che scopre il coraggio e soprattutto scopre la fre... sca sensazione di portare a casa un risultato senza vigliaccheria.
Quindi te ne stai le due orette ad aspettare il momento in cui a forza di game over quel lesso di Tom riesce a combinarla giusta. Poteva andare peggio.
Un bacetto. Non a Tom, all'amica sua sudata.

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