giovedì 18 dicembre 2014

Quella sporca Dozzina - I miei 12 film del 2014


Ciao Ranocchi,
E' un po' di tempo che latito da queste parti ma, capitemi, tra il lavoro e altro® non ho mai tempo per venire a farmi due chiacchiere. Le classifiche di fine anno però sono un appuntamento che non manco mai, una robetta futile e trascurabile (a chi interessano le mie classifiche di fine anno? Oltre che a me stesso medesimo, chiaro), eppure mi piace scriverle e mi piace rispondere ai commenti e discuterne. Sono un tipo ordinato perché mia madre è sempre stata in grado di farsi prendere una crisi epilettica se vedeva qualcosa fuori posto, quindi mi piace ordinare tutto: quello che vedo, quello che leggo, quello che gioco. La mia vita è squallidamente organizzata in una sorta di competizione sempre aperta. Ma detto così è effettivamente tanto imbarazzante quanto deprimente. Sì, ecco, sarebbe almeno al secondo posto delle cose deprimenti di ogg- lo sto facendo ancora.
Quanto segue è la lista dei dodici film che mi sono piaciuti di più quest'anno, intendo usciti in sala da noi (o direttamente in home video in una circostanza).



Nebraska

Ho pianto, e tanto. Nebraska è la storia di questo vecchio rincoglionito deciso a ritirare il finto premio della finta lotteria che ha appena vinto e di suo figlio che fa di tutto per accontentarlo. O assecondarlo, c'è poca differenza. Alexander Payne gira in un bianco e nero splendido una storia che non ha nulla di straordinario ma che nella sua semplicità e umanità ti buca il petto e il cuore. Dolcissimo.


Inside Llewyn Davis (Qua da noi: A proposito di Davis tipo: Oh, a proposito di Davis, sai chi ti saluta? 'Sto cazzo)

Ne ho parlato meglio: Qui

A quasi un anno di distanza dalla prima e unica visione di Llewyn Davis mi rimane una sensazione dolciastra quando mi torna in mente. Non perché il film non sia completamente riuscito, ma perché mi lasciò emotivamente sconquassato. Colonna sonora splendida, personaggi odiosi eppure irresistibili, la solita - fredda - perfezione stilistica dei Coen. Mi ricordo la scena in cui Davis fa la sua audizione e i brividi che mi trasmise. Non sono tanti i film che ci riescono. Emozionante.


12 anni Schiavo

Perché il più brutto dei film di Steve McQueen è sempre un film di Steve McQueen. Per quanto apprezzi immensamente di più Shame e Hunger, 12 Anni schiavo è una storia splendida che ancora oggi mi trasmette una sensazione di malessere costante. Quei lunghissimi minuti appesi per il collo insieme al povero protagonista sono e restano uno degli incubi cinematografici di questo 2014. Fassbender immenso come al solito. Un film che porta scritto in fronte: OSCAR a caratteri cubitali. E infatti l'academy non ci ha smentito. Quadrato.


Grand Budapest Hotel

Ne ho parlato meglio: Qui

Solito carrozzone di personaggi andersoniani fuori di testa. Probabilmente la commedia che mi è piaciuta di più quest'anno. Lo stile è ineccepibile, delizioso, formalmente perfetto: verbosissimi dialoghi non fanno che sottolineare la splendida natura buffa di tante macchiette adorabili. In più la storia è squisitamente cartoonesca ma non disdegna qualche bella legnata sui denti che fa passare il sorriso. Magico.


Her

Ne ho parlato meglio: Qui

Poche storie: Her è nella mia top3. Se c'è un film che mi ha fatto ridere, piangere, pensare e mi è rimasto anche dopo la visione per i giorni a seguire, e perfino ora che siamo a mesi e mesi di distanza, allora parliamo dell'ultimo lavoro di Spike Jonze. Non una favola sull'amore, come potrebbe lasciare presupporre, ma un caldo trattato filosofico della fantascienza più riuscita e malinconica. L'alienazione del sé senza che diventi didascalica o pietosa ma sempre elegante e meravigliosamente triste. Esemplare.


Nymphomaniac

Ne ho parlato meglio: qui e qui

Uscito in due parti, Nymphomaniac è una cavalcata di cinque ore nella solita costante depressione di Von Trier, questa volta l'aggancio per parlare di tutto il resto è, come suggerisce il titolo, il sesso. Attraverso esso, Joe, cerca di scacciare la solitudine che non le permette di essere felice, ma usandolo come strumento non riesce mai a raggiungere il piacere e l'evasione che il sesso dovrebbe garantire, trasformandolo per lei in una prigione. Doloroso.


Maps to the Stars

Ne ho parlato meglio: qui

Cronenberg è Cronenberg. Nessuno gioca come fa lui col corpo umano, con la psiche fragile e l'illusione effimera della realtà. Nell'ultimo lavoro tira fuori un film di fantasmi su una Hollywood maledetta e incestuosa, incapace di dimenticare il passato e stordita da droghe e farmaci. Personaggi viscidi, volgari e violenti che, senza alcuno scrupolo, si scavalcano l'un l'altro. Sguardo da entomologo, sottile patina di disgusto generale, solito stile esagerato e allucinato. Capolavoro.


Only lovers left Alive

Ne ho parlato meglio: qui

La storia di due vampirici Adamo ed Eva alla vigilia dell'apocalisse. Un'apocalisse interiore, visto che la fine del mondo dei due è la fine della non-esistenza. Ormai stufi di vivere in un mondo in cui la bellezza viene continuamente svilita, loro che hanno vissuto l'età più fiorente della storia dell'umanità. Un film formalmente incredibile. Splendido.


The Raid 2

Il film action più bello degli ultimi anni. C'è tutto, dall'inseguimento infinito, alle scazzottate nella metropolitana. Dalla rissa col coltello, alle sparatorie impossibili. Evans tira fuori una pietra miliare che in una cavalcata fuorisa da due ore e mezza butta su schermo una quantità di sangue e adrenalina che è francamente impensabile. Entusiasmante.


Under The Skin

Ne ho parlato meglio: qui

Straniante esperimento cinematografico, in cui una Scarlett Johansson bonissima se ne va in giro vestita da alieno. O era il contrario. Comunque sia seguiamo con punto di vista esterno questo predatore che caccia uomini, adescandoli sessualmente e poi consumandoli, letteralmente, in una delle parentesi più spaventose del cinema dell'ultimo anno. La cosa terribile è seguire questo documentario sul cibo, in cui il cibo siamo noi. Spaventoso.


Gone Girl

Ne ho parlato meglio: qui

Fincher è sempre il solito freddo, maledetto, cinico di sempre. E questa volta la storia che racconta è tosta, difficile ma come sempre appassionante. Un film intelligente che si chiede quale sia il ruolo della donna in questa società che è ancora indecisa se attribuirle l'immagine di agnello sacrificale o di sesso forte ed emancipato. Sotto tutto il contesto sociale estremamente interessante vive anche un thriller con due palle così. Interessante.


Boyhood

Girare un film nell'arco di dodici anni sembra una di quelle idee che ti vengono di notte, prima di addormentarti. Una di quelle che sembrano geniali e poi la mattina dopo ti svegli e pensi che era davvero una cazzata. Invece Richard Linklater gira questo piccolo capolavoro riuscendo in pieno nel tentativo strambo e magico di creare nello spettatore ricordi supercompressi eppure efficaci. Ti lascia affezionare a questi personaggi così umani e animati da vicende straordinarie nel loro essere ordinarie. Commovente.

5 commenti:

  1. So' tutti bei film!
    Anche a me sono piaciuti pressapoco tutti quanti.

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  2. Panino! Quest'anno vogliamo la menzione d'onore anche per le serie tv, ormai forma d'arte conclamata!!!

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  3. I Origins?
    Non ti è piaciuto?

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    Risposte
    1. http://it.wikipedia.org/wiki/I_Origins
      bah, sembra nessuno ne parli di sto film, a me è piaciuto veramente tantissimo. Sarà perchè ero strafatto. Dialoghi, trama, fotografia, tutto eccezzionale.

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