martedì 3 marzo 2015

Il fight Club del libro - 54 e David Lynch e la filosofia


Ciao ciccipasticci,
ormai è Marzo ed è passato quasi un mese dall'ultimo post. E' stato un mese d'inferno per la sessione d'esami e quindi con ben poco tempo per il resto del mondo.
Ci sono però un paio di libri che ho avuto modo di leggere nell'ultimo mese e che mi sono piaciuti tantissimo, in un modo molto diverso, e volevo parlarvene in questa rubrica che ricaccio fuori dai meandri del comequando.
Un librone bello peso di narrativa, tutto italiano nonostante la firma possa sembrare orientale (Wu Ming, un gruppo di autori italiani riuniti sotto questo pseudonimo) e con un sorridente e affascinantissimo Cary Grant in copertina, e David Lynch e la filosofia, La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici, anche questo italianissimo (a cura di Roberto Manzocco) indispensabile dopo il rewatch\tour de force dell'intero universo di Twin Peaks. [...]



54 - Wu Ming

54 è un intreccio di storie, tutte ambientate nel 1954, geograficamente dislocate tra Bologna, Napoli, la Jugoslavia e la California di Hollywood. Un mucchio di personaggi che si muovono essenzialmente in altrettante storie: il nucleo del Bar Aurora, centro di ritrovo di vecchi partigiani, compagni che cercano di venire a patti con la particolare situazione politica in Italia, con l'arrivo della televisione, con un passato - spesso da combattenti - che va e viene senza continuità. Nel bar seguiamo le storie degli avventori, ma principalmente di Robespierre, il proprietario, un ragazzetto che non ha fatto in tempo a combattere per liberare il paese perché troppo giovane, ma che vissuto in prima persona il dramma della guerra e il conto che la stessa ti presenta rinunciando al padre, disertore per aiutare l'ascesa di Tito in Jugoslavia. C'è poi tutto quello che ruota attorno a Lucky Luciano, e al suo uomo Steve Cemento e, infine, il meraviglioso Cary Grant che, deciso a tornare al cinema dopo anni di silenzio, viene contattato dai servizi segreti inglesi per un incontro con Tito che intende finanziare un film autobiografico e vuole l'attore inglese nel cast.
Questo per renderla estremamente semplice, senza che il libro lo sia davvero: ci sono un mucchio di altre storie e spesso le seguiamo dal bizzarro punto di vista di un televisore americano, un McGuffin (a proposito di Cary Grant e Hitchcock), che gira l'Italia e, con ironia, mostra tutte le dicotomie di un paese profondamente diviso anche se formalmente riunito e libero.
Le dimensioni generose (quasi 700 pagine) non intimoriscano: 54 è un libro che scivola via che è un piacere, specialmente perché è mutevole e nei numerosi capitoli che lo compongono riesce ad adottare una quantità di registri spropositata. A volte è profondamente drammatico, altre è divertente in modo brillante, altre ancora è leggerino e invece poi assume i toni del drammone, senza che la differenza tra tutte queste sfumature sia così netta da infastidire il lettore. C'è sempre qualcosa di nero anche nelle vicende più divertenti; c'è sempre qualcosa di ironico anche nelle situazioni più drammatiche.
E' un romanzo davvero ben scritto, che riesce a colpirti su più fronti e ti fa innamorare di tanti personaggi che incredibilmente ritrovi, esasperati, in tante personalità che hai attorno.
E poi c'è Cary Grant che, persino dalle pagine di un romanzo, sprizza quel carisma che è capace di catturarti in ogni immagine in bianco e nero che passa su uno schermo televisivo.


David Lynch e la filosofia, La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici - Roberto Manzocco

La premessa è interessantissima: non semplicemente cercare di dare un senso a tutti gli enigmi metafisici su cui gira la serie inventata da Lynch e Frost, ma dare a questi misteri un contesto. Ecco allora che tramite una serie di gustosissimi capitoli, Manzocco ci introduce a tutto l'immaginario di Lynch, alla fascinazione per le pratiche di meditazione trascendentale e a tutte le influenze religiose e filosofiche che il regista ha riversato nell'idea della serie. Non solo; Lynch, autore vero e sincero, inserisce tutte queste credenze, queste convinzioni e queste suggestioni in tutta la sua filmografia. Ecco allora che l'autore si imbarca in un'impresa che pare disperata: cercare di tracciare un linea di continuità tra Twin Peaks e i lavori successivi di Lynch: da Fuoco cammina con me a Strade perdute, da Mulholland Drive a Inland Empire. Il risultato però è ancora più sorprendente, perché Manzocco ci riesce.
I saggi che chiudono il libro, quelli sui film sopracitati, sono brillanti, forse poco approfonditi per ragioni di spazio, ma comunque in grado di fornire lo spunto al lettore di andare a prendersi i suoi bei DVD e riguardarseli ancora una volta, per coglierne sfumature (e, soprattutto, una linea di continuità) inedite. E' interessante, bello e appassionato: fornisce nozioni di filosofia e teologia in modo assolutamente competente e non accademico, lasciando che il libricino rappresenti una lettura di approfondimento sì, ma soprattutto leggera e atta a dare un punto di vista diverso e interessante a chi conosce già Lynch.
Se siete fan del regista americano, allora è un libro imprescindibile.

7 commenti:

  1. Bello, però sul saggio riguardo twin peaks mi aspettavo una menzione!

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    1. Hai ragione ahahah, tu e Diane vi meritavate una menzione d'onore!

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  2. Scorpions http://riversidecarealestateagents.com/inland-empire-scorpions-riverside-ca-travel-basketball-teams/

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  4. Il saggio Lynchiano sembra molto, molto interessante, lo metterò nella lista di futuri acquisti :)

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  5. Su Agon Channel tutti i giorni alle 13 c'è "Quello che le donne non dicono", talk show al femminile condotto da Monica Setta: ogni giorno ci sono 2 ospiti che si confrontano.

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