venerdì 10 luglio 2015

I fatti nostri - Giugno: Uno studio in rosso (seconda parte)


Rieccoci, seconda parte.
Vi ricordate la notizia davvero fichissima che vi promettevo nell'articolo precedente? Beccate: vado alla Gamescom di Colonia. Sì, e come stampa. Sì, e si presuppone che proverò tutti i giochi che ci faranno impazzire nel futuro prossimo venturo. Pacifico che poi correrò qua a farvi un resoconto pieno di foto, lustrini, luci e colori. Tenete d'occhio anche la pagina Facebook del Panino che magari qualche fotuzza live ci scappa.
A proposito di Gamescom, in questo secondo appuntamento di I Fatti nostri di Giugno, parliamo un po' di quello che ho giocato negli ultimi mesi e di cosa sto giocando adesso!


Prima di tutto: ho passato 116 ore (centosedici) su The Witcher 3. Le prime ore sono state fulminanti, nel senso che mi hanno sospinto verso un possente pippone mentale di cui ho parlato su The Shelter. Pippone a proposito di quanto sia importante saper costruire un mondo in un openworld. Perché il mondo di The Witcher 3 è il suo punto di forza: è splendido da vedere (guardavo i tramonti e sospiravo come gli innamorati), è sempre sul punto di sorprenderti (sentire il brontolio di un temporale in lontananza e vedere il fogliame che comincia a muoversi spazzato dal vento, ti dà davvero l'idea del tempo che cambia), ed è semplicemente sconfinato. Con quell'ammontare di ore vergognoso non ho finito nemmeno la metà delle attività disponibili in un'area che anche solo per estensione fa paura.
Certo: la narrazione viene occasionalmente compromessa da una frammentazione tanto spietata, ma la qualità della scrittura è sempre di livello. C'è qualche aspetto ancora troppo legnoso, qualche ingranaggio che non gira come dovrebbe, ma tutto crolla di fronte alla grandiosità di un mondo pensato e realizzato alla perfezione. The Witcher 3 è semplicemente l'apoteosi del come costruire un openworld fantasy. Considerando che per i polaccacci era praticamente la prima esperienza in ambito, direi tanto di cappello. Se volete un'analisi un tantino più approfondita ne ho scritto sempre su The Shelter.


Prima di tornare sui giochi coi muscolacci, parliamo di un piccolo gioco indipendente, partorito dalla mente geniale di Sam Barlow, l'ometto dietro Silent Hill Shattered Memories. Se non avete ancora giocato l'ultimo vero Silent Hill bello (e per certi versi il più interessante della serie) allora recuperate.
Her Story —potete acquistarlo su Steam a due spicci— è un gioco investigativo nel quale lo storytelling è completamente spezzettato. Senza sapere niente, dovete procedere per parole chiave, il gioco vi fornisce la prima "MURDER".
C'è stato un omicidio e quella bella ragazza che vedete negli spezzoni video che vi vengono restituiti come risultato della ricerca sembra sia implicata nel crimine.
Her Story vi lascia completa libertà: nella prima clip sentirete parlare di questo Simon, di un posto, di una data. Potete cercare Simon nella casella di ricerca e allora i minuti successivi si trasformeranno in un inseguimento all'immagine di Simon, cercando di tracciare un profilo convincente della vittima. Oppure potete farvi raccontare di quel posto, del perché Simon lo frequentasse e di chi altro avrebbe potuto trovarsi lì la notte dell'omicidio. Il tutto è sapientemente reso difficile dalle limitazioni del software che avete a disposizione: vi spronerà a cercare termini di ricerca sempre più specifici per arrivare agli spezzoni più importanti.
La meccanica è interessantissima, il livello della scrittura buonissimo, i risvolti dell'accaduto interessanti. Her Story è un esperimento perfettamente riuscito. Se volete leggere dell'indagine che ho portato avanti con una partner più che speciale, potete leggere la mia recensione su The Shelter.


Chiudiamo con quello che sto giocando: l'uomo pipistrello. Qualche ora di gioco sul groppone e per ora mi sta affascinando. Breve storia del mio rapporto con i capitoli precedenti:
Arkham Asylum - salivazione tipo cane di Pavlov
Arkham City - moderata emozione al basso ventre
Arkham Origin - la moderata emozione di cui sopra è bella che andata

Questo Arkham Knight torna su buonissimi livelli. Dal punto di vista grafico lo stacco c'è ma bisogna dire che la serie è sempre stata stilisticamente eccezionale e Knight continua la tradizione. Certo, l'effetto della pioggia che scivola sull'armatura e sul mantello è roba da stropicciarsi gli occhi, così come i dettagli che compongono la città. Bruce, sotto quell'armatura sempre più tecnologica, sembra il solito bambolotto.
In questa manciata di ore ho potuto apprezzare i cambiamenti al sistema di combattimento, specialmente per quanto riguarda l'inserimento delle meccaniche di tag team, che funzionano alla grande e rendono davvero coreografato un sistema che era già all'apice (ma come il pesce comincia a puzzare di vecchio). La batmobile è fichissima, è vero, e per ora l'equilibrio con gli altri aspetti del gameplay è perfetto: grazie alla city car del pipistrello perfino l'enigmista ha la possibilità di vivere  una seconda giovinezza con le sue sfide su pista. Inoltre la gestione delle missioni secondarie permette di "contenere" la vastità delle tre isole indirizzando il giocatore, svelandosi un po' per volta. Ha un paio di guizzi interessanti, delle trovate assolutamente fuori di testa. Insomma, promette bene. Magari quando l'ho finito ne parliamo meglio. (Già che ci sono, su The Shelter ne ha parlato il mio amico Alessandro Di Romolo, a cui mando un bacio con lo schiocco)

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Lo so, caro. Son sempre qui che supervisiono :D
      Settembre è un mesaccio: tra TGM, The Shelter e tutta la roba in arrivo (Metal Gear, Until Dawn) faccio fatica a trovare anche un briciolo di tempo libero.
      Però ci sono, e sto alla grande

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  2. wow anzichè Colonia avevo letto solo "Colon"...

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  3. Hola Fabio, il Wii U l'hai accantonato? Volevo chiederti se hai provato Splatoon.

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    1. Ciao Edoardo, purtroppo sì, l'ho un po' abbandonato e no, non ho provato Splatoon!

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    2. Te ne sarai già fatto un'impressione, ma ho avuto una breve pausa ad agosto e me ne sono innamorato. Vedo che sei piuttosto affaccendato, ma ti consiglio di recuperarlo perchè ha delle meccaniche e una presentazione sopraffine.

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    3. Come no! :D Passato settembre che è un mese d'inferno sicuramente lo recupero!

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  4. Con una faccetta triste vi ho risvegliato dal torpore dell'estate ĺ

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