martedì 13 ottobre 2015

Chi perde paga di Stephen King


Lo sapete, non sono stato fulminato da Mr.Mercedes. Mi è piaciuto, ho apprezzato quell'antagonista che sembrava partorito dalla parte più sadica della mente del Re, ma altre alcune cose non mi sono andate giù (ne ho parlato qui). Qualche scelta stilistica (come l'uso del presente nella narrazione), qualche influenza puramente hard boiled che di certo non è il piatto forte di King, qualche personaggio fin troppo nei canoni. Quindi all'annuncio che le avventure di Bill Hodges, detective in pensione, settantenne imbranato con la tecnologia, questa sorta di maschera romantica di Stephen King stesso, non sapevo se essere felice oppure no. Le cose da aggiustare erano tante, forse troppe.

Avevo iniziato questo articolo come faccio di solito, parlando della storia e del modo in cui i protagonisti si trovano invischiati nella vicenda e piripì e piripò. No. Mi sono annoiato prima di iniziare.
Ve lo dico brutalmente: Chi perde paga è molto meglio di Mr.Mercedes. Perché? King lascia da parte le velleità di voler scrivere una storia di un genere in cui fa fatica a entrare. Pensa piuttosto che sia una buona idea - e in effetti lo è - riprendere dei vecchi tropi e riadattarli a un poliziesco che però di poliziesco abbia davvero poco. Allora che fa? Per le prime duecento pagine elimina quasi del tutto i personaggi di Mr. Mercedes tanto da farmi pensare di aver scelto la strada antologica: ogni episodio della trilogia per sé. Racconta piuttosto una storia che ha il sapore di Misery, che vede protagonisti due ragazzi, due facce della stessa medaglia, un romanziere famoso e le sue opere mai pubblicate. Ci ficca in mezzo un po' di risentimento, un po' di violenza ma non eccessiva, di modo che il lettore stringa un certo tipo di legame perfino con l'antagonista che di certo non è uno stinco di santo, anzi, ma che forse in cuor suo arriva a capire. Si inventa un meta riferimento letterario ben preciso, alto, funzionale, e lo intreccia con una tradizione letteraria che invece esiste ed è ancora oggi più in salute che mai.
Costruisce questa vicenda intima, quasi personale, su come la letteratura sia importante nella formazione di una certa personalità; quanto sia poco banale la distinzione tra opera e autore. Queste prime duecento pagine coi rimandi e l'alternanza di due storie tra passato e presente sono scritte davvero di gran lusso. La parte iniziale è splendida, talmente forte che riesce in quell'effetto magico di prendere per mano il lettore e aiutarlo costruire la scena nella sua immaginazione.

Quando il lettore è ormai preso in trappola ci aggiunge i personaggi di Mr.Mercedes che stanno al loro posto, non rubano spazio alla vicenda che ormai è cresciuta e ha acquistato una potenza impossibile da ignorare. Il loro essere così misurati in questo caso è un grande pregio perché la vicenda di Morris e Pete è talmente forte che sarebbe stato un peccato inquinarla. L'aver trovato il giusto equilibrio giova al romanzo in tutti i suoi componenti: i personaggi sono più naturali, così come le citazioni e i rimandi all'opera precedente. Anche l'alchimia interna funziona decisamente meglio: la riscrittura delle regole del noir è sparita in favore di temi di certo più familiari all'autore. Questo naturalmente lo porta a una galoppata furiosa che non molla mai per quasi cinquecento pagine che si leggono davvero tutte d'un fiato.
In più è autoconclusivo, non lascia in sospeso la vicenda per quanto si prepari uno spiraglio tanto interessante quanto meno morigerato (specie dal momento che sembra insistere su un aspetto che qui è del tutto dimenticato: il sovrannaturale) per il futuro.

Straconsigliato, senza riserve. Non il miglior King degli ultimi anni ma una storia come si deve, scritta con grande maestria e tornata sui binari giusti.

8 commenti:

  1. non ne ero tanto convinto, ma mi sa che, finita la pila sul comodino, cercherò di comprare questo titolo...non sono un grande fan di King, ma quel poco che ho letto (misery, shining, insomnia, l'acchiappasogni, il miglioverde e doctor sleep) mi è piaciuto parecchio...

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    1. Occhio che è comunque necessario leggere Mr.Mercedes prima! :D

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    2. ommm...che fortuna...allora cercherò prima la signora tedesca e poi il buon chi perdepaga..grazie della dritta ^_^

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  2. D'accordo su tutta la linea, anche se devo dire che la virata verso il soprannaturale che si paventa nel terzo volume, mi solluchera poco.
    Speriamo bene!

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    1. Spaventa un pochino anche me, il difficile sarà inserirla in un quadro che fin'ora è stato contenutissimo. Vediamo un po'!

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  3. Devo ancora comprarlo, ma lo farò presto. Mr. Mercedes non era male, questo mi incuriosisce di più, soprattutto dopo la tua recensione. Ma tu, Fabio, non hai più scritto niente? a quando il prossimo libro?

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    1. No, niente! Purtroppo non ho tempo e testa per mettermi giù e partorire qualcosa di grosso :( Passo comunque la gran parte delle giornate a scrivere! Magari più in là con maggiore tranquillità :D

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  4. Sto leggendo il libro in questione, ma è davvero necessario leggere prima Mr. Mercedes?

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