mercoledì 1 giugno 2011

L'angolo delle ludonostalgie canaglie (Parte III)


Benvenuti ludoamici nel nostro ludoangolo delle ludonostalgie canaglie. Ok, prometto che smetto di parlare come un puffo. E' che in questa spirale di ricordi fatti di schermate, canzoni, immagini, anima e core, le parole sono sempre un tantinello di troppo, quindi faccio fatica a mettere insieme due frasi in croce per presentarvi la nuova puntata. Diciamo pure che quest'angolo si prefigge l'obiettivo di individuare uno o più giochi a cui ha giocato il nostro Mr.Plow, che sicuramente ci sta trollando tutti e non ammetterà mai di aver giocato a niente di quello che posterò in questa puntata.
Bene, visto che ho raggiunto il quorum di parole per l'introduzione, possiamo pure cominciare. [...]


Oggi abbiamo un ospite d'eccezione che ci allieterà la puntata col suo rap d'epoca molto vintage.


Parappa The Rapper. Probabilmente il mio primo rhythm game in un'epoca in cui Guitar Hero, Rock Band e company erano ancora più fantascienza della fantascienza stessa. Un cane col cappelletto di lana e qualche livello da superare a colpi di rap di quello maledetto, scomodo, che canta dei drammi sociali, della scomoda vita nel ghetto. Yo, Bro. Ciao negri. Stile Hip Hop.
Lasciamo Parappa, che rincontreremo in seguito in altre favolose performance canore e rappeggianti, e dedichiamoci a qualcos'altro.


Hugo. Ne parlammo già in qualche vecchia puntata delle nostalgie canaglie (spettate che vado a riacchiapparla... eccola!) quando lo segnalai come "conseguenza nefasta" dei giochi in tv tipo Lion Trophy. Giochi che evidentemente andavano fortissimi anche all'estero, così tanto che, nel 1991, la Silverrock, rilascio il quasi impronunciabile Skærmtrolden Hugo per amiga.
Hugo era praticamente una versione brutta e terribilmente povera dei giochi interattivi visti in tv. Non aveva quel senso di "wow" perenne che si provava di fronte alle movenze quasi cartoonesche dei personaggi in tv e non aveva nemmeno il loro sfoggio massiccio di tecnologia. A onor del vero va detto che però abbiamo le prove che Hugo fosse effettivamente un videogioco mentre quegli altri con tutta probabilità erano filmati con cui si illudeva l'ignaro bamboccio all'altro capo del telefono.

Ora, uno stacco musicale gentilmente offerto da Parappa e dalla sua amica Rana Reggae sulla difficile situazione dei lavoratori da mercato.


Asciugandoci le lacrime, e ricordando che Parappa ha rifiutato di andare a pomeriggio 5 da Barbara D'urso per trascorrere la mattinata in nostra compagnia, riprendiamo a parlare dei giochi di ieri di oggi


Lo ammetto: Hercules è il mio cartone disney preferito (probabilmente all'epoca fu sospinto anche dal meraviglione telefilm omonimo). Non ci sono Mufasa che tengono.
Hercules è una storia meravigliosa di coraggio, di amore, di "trovare il proprio posto nel mondo" talmente bella che se ci penso ancora un po' vedi tu che lacrime napulitane.
Il videogioco in questione, probabilmente uno dei più riusciti in casa disney interactive, è uno di quei fulgidi esempi in cui si rimaneva a bocca aperta davanti all'introduzione del gioco, presa dal cartoon e messa sul videogioco. In più, il tutto era doppiato in italiano, dagli stessi doppiatori del film ed era una roba talmente avanti per l'epoca che le mie orecchie da bambino-Hercules-dipendente non volevano crederci.



Ammetto che le mie consocenze su Mickey's wild adventures (purtroppo senza Mickey Rourke ma con quello scocciacazzi di Topolino) sono piuttosto labili. Però oltre a ricordare l'onnipresente livello "classico" in bianco e nero, sul battello comandato da Topolino, ricordo la serie di livelli ambientata nelle segrete del castello, con gli scheletri animati e un minigioco in cui bisognava mescere delle pozioni unendo liquidi di diverso colore per formare, con l'accozzaglia cromatica, la tonalità che serviva per continuare il livello. Me lo ricordo perché ero andato in fissa con 'sta storia dei colori e mi piaceva troppo pasticciarci.



Per par condicio, e sopratutto perché Paperino è sempre stato un uomo (papero) migliore, l'anche esso (in-)dimenticato "Operazione Papero". Dimenticato nel senso che me ne ricordo ancora meno delle avventure di Topolino. Su questo è buio totale.
Talmente buio e talmente totale, che mi viene in aiuto Parappa:


Vabé dai, mi gioco il jolly.


Segnalato dal nostro Plow, Buz e Taz in viaggio nel tempo era un gran bel platform in cui i due personaggi viaggiavano ritrovando le altre figure Looney Tunes nelle diverse epoche storiche e cooperando per raggiungere gli obiettivi dei diversi livelli. Anche qui schermo nero, non fosse per l'abilità vorticante di Taz che spammavo a piacere.

E, tanto per rimanere in tema e concludere in bellezza, il meraviglioso, unico, incantevole:



Space Jam, he mi piacerebbe presentarvi come un gioco di basket, ma in realtà non lo era.
Si sceglievano 3 personaggi dal cestone (che comprendeva le glorie dei Tunes, i mostruosi avversari e il grande Micheal Jordan) e poi si giocava a una specie di... bo. Una palla canestro in cui si potevano picchiare gli avversari ed esibirsi in tutta una serie di supermosse ganze, che permettevano di fare canestro da prima di metà campo con grande spreco di luci, fuoco ed effetti pirotecnici. Uno sport che potrebbe commentare il buon Dan Peterson, insomma.
Da segnalare, tra un tempo e l'altro del gioco, la presenza di minigames meravigliosi, come quello in cui dovevi rubare le scarpe dalla casa di Micheal Jordan stando attento a non svegliare i cani. Imperdibile.

Anche per oggi, come diceva il porco dei Looney Tunes: "E' tutto gente!"
Anzi, no

11 commenti:

  1. OMGGG spacejam epic game evah!! ce l'ho ancora in versione NTSC originale ragazzo, rimarrà per sempre qui nella polvere insieme agli altri giochi incantevoli! e parappa the rappa con la orima canzoncina che hai messo penso non me la dimenticherò mai nella vita, appena ho messo play già sapevo le parole X°°D

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  2. Ma che figatona pazzescamente assura è Parappa :O
    Lo conoscevo di fama, ma non avevo mai visto com'era. Madò, lo voglio.
    Comunque non non ho giocato a nulla anche stavolta baci baci arrivederci a presto.

    ...

    ...

    No ok stavolta ne hai azzeccati due. Toh facciamo due e mezzo.
    Hugo mi sta sulle balle, proprio a pelle. quante volte ho visto la copertina nel negozio e mi son girato schifato. Che a 6 anni uno ha certi standard, eh.
    Hercules lo vidi a casa di un mio amico più grande (e stronzo che non me lo prestava e non mi passava neanche il controller "perchè tanto perdevo subito", e vai coi traumi :D).
    Topolino mai finito. Proprio per quel livello finale coi colori e per il fatto che non si poteva salvare e avevo il limite di ore di gioco dai genitori. Il livello bianco e nero era pure un po' inquietante, ma non quanto quello dell'alce che ti insegue (ero piccino).
    Bugs e Taz, vabbè, tu bari.
    Paperino l'ebbi, ma anche se chiesi ESPLICITAMENTE ai miei la versione pc, me lo presero per il gameboy color. Dopo il piagnisteo lo provai e scoprii che era una figatona che dava le pista alla versione pc di cui avevo la demo (non è vero ma mi autoconvinsi di ciò per reggere il dolore).
    E logicamente NON ho giocato a Space jam.
    Oh grazie Drizzt, questo blog è meglio dello psicologo.

    E "obiettivo" si scrive con una b.

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  3. parappa the rapper era geniale, fottutamente geniale

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  4. Ed è pure gratis. Il blog, lo psicologo no.

    Grazie per la pronta ripresa dello scazzo grammaticale. Ultimamente la mia testa è altrove.

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  5. Stavolta sono io a non aver giocato nessuno dei giochi sopra elencati lol... Li conosco più o meno tutti di fama, ma a parte che non mi ha mai fatto impazzire la roba looney ne le produzioni alla topolino e co. della disney.
    Parappa probabilmente lo trovai al posto di qualche altro gioco che presi dai marocchini... Lo schifai a tempo record, lol!

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  6. Mio Dio, il gioco di Hercules era qualcosa di "divino". Mi ricordo ancora l'ultimo livello in sella a Pegaso che dovevi combattere contro i 4 titani, era diiiiiiifficilissimo *_____*
    Poi c'erano i looney tunes, quanto mi divertivo con i giochetti che si trovavano nei cereali ç_ç

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  7. Obbiettivo e obiettivo sono equivalenti.
    Li ho provati tutti (10.000 lire davanti all'Extra Ball, sigh).
    Comunque è difficile citare Bugs e Taz senza citare Bugs Lost in Time, che venne prima e consisteva nel dare calci in culo a Taddeo e sfuggire dai due mafiosi.
    Un altro gioco Disneyano cartoonesco con cui m'ero intrippato fu Toy Story 2, era fantastico.

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  8. omg è vero Bugs Bunny Lost in Time era ancora più meraviglioso =O questo lo ricordo ancora meglio e con tanta gioia *_*

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  9. Il videogioco di Hugo lo ricordo con paura misto a tristezza, i giochi del Topo e di Paperino invece non li ho mai avuti, mentre da piccolo adoravo quello di Hercules e Space Jam.
    Dietro a Buz e Taz in viaggio nel tempo invece c'è una brutta storia fatta di amicizia tradita e lacrime, cioè una volta prestato non è più tornato -__- che mondo di merda!

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  10. Avrei voluto odiarti per l'attacco a Heavy Rain, gioco che adoro, ma ti sono vicino. Figurati che la mia collezione di FF (dal 7 al 9) sono tutti finiti prestati e perduti...

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  11. Heavy Rain è un gioco che in linea di massima mi è anche piaciuto (mi sono comprato pure la PS3 per giocarlo), ma ci sono alcune cose che proprio non ho digerito.
    Poi è stato fatto da David Cage, che è un personaggio veramente sborone, quasi quanto Kojima o Molyneux, ma che non ha mai fatto un cazzo per potersela tirare come loro, e che quindi odio.

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