lunedì 13 giugno 2011

The Witcher 2: Deo gratias.


(In duplice copia per The Indie Shelter, a proposito andate un po' a votare per il podcast)
Il primo "The Witcher" fu come l'apparizione della Madonna a Medjugorje che tira uno scappellotto a Paolo Brosio. Una gran bella sorpresa. Seriamente, al di là di tutte le pecche che aveva, pensare che fosse sviluppato da una software house polacca al loro primo lavoro, ha della manna del cielo o della botta di culo, fate voi. The Witcher si beccò talmente tanti premi tra critica e pubblico che divenne subito un'icona, un simbolo del gdr occidentale. Probabilmente uno dei migliori prodotti nell'ambito che uscirono per un bel po' di tempo. Merito dell'ambientazione e del personaggio, Geralt, preso in prestito dall'universo narrativo creato dallo scrittore fantasy Andrzej Sapkowski, dalla bontà del titolo e dalla generosità del team di sviluppo tanto magnanimo da regalare ogni dlc ed espansione che sarebbe uscita negli anni. E poi c'era la collezione di figurine che tutti vorremmo. Hai detto niente. [...]


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Gli eventi raccontati in The Witcher 2 continuano le avventure di Geralt, collocandosi temporalmente appena dopo il finale del primo capitolo. In realtà aver giocato il primo The Witcher non è così fondamentale come suggerisce la cosa. Certo, potreste trovarvi un po' spiazzati quando vedrete la rossa Triss Merigold strusciarvisi contro completamente nuda, nella sequenza d'inizio. Però, insomma: chi la scaccerebbe fuori dal letto a una come Triss?
Senza aver giocato al primo capitolo potreste trovarvi nel campo di un Re che non conoscete, nel bel mezzo di una guerra che non sapete com'è scoppiata e con un personaggio che trasuda carisma ma di cui non conoscete la storia. Perlomeno quella imminente. Dopotutto il gioco è affrontabilissimo anche a digiuno del prequel, mettendo in conto l'idea che non afferrerete tutto l'afferrabile. Quello che succede in The Witcher 2 è perfettamente lineare e fruibile da sé: ha un inizio (già avviato, ma il senso di confusione iniziale è fortemente ricercato dai Cd Projekt), uno svolgimento e una conclusione perfettamente afferrabili da chiunque. Fan di Geralt o meno. Nonostante le vicende, specialmente nel finale, si sgonfino notevolmente di epicità, il tutto resta sempre di livello, sia per quanto riguarda l'intreccio sia per i dialoghi.

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Mi ero promesso di non sbavare sulla tastiera nel mentre scrivevo qualcosa a proposito della grafica, ma mi sa che non ci sono riuscito. Tecnicamente The Witcher 2 è da far urlare al miracolo, stropicciarsi gli occhietti e perdersi nell'esplorare inebetiti ogni anfratto meravigliosamente ricreato dai polacchi. Forse dicendo che The Witcher 2 ha una delle migliori realizzazioni grafiche che ho avuto il piacere di vedere (ma sì, che ci frega mica li paghiamo i complimenti!) non mi allontanerei molto dalla realtà dei fatti. Textures iperdefinite, paesaggi da mozzare il fiato, animazioni non sorprendenti ma assolutamente sopra la media (a proposito, tutti gli screens che trovate riproposti in questa opinione sono scattati da me stesso medesimo, con configurazione medio-alta). Quello che non convince è la "bambolottosità" dei personaggi, un difetto che si porta dietro dal primo capitolo. Con l'eccezione di qualche personalità (Iorveth, per esempio, che è bellissimo da vedere con tutti i suoi difetti o Roche, il capitano delle guardie), la sensazione che si ha nel veder dialogare tra loro questi gran bei bamboli è posticcia, finta. Non all'altezza della cura riposta in ogni altro aspetto.
Apprezzabile il fatto che ci sia una certa "polacchità" nel design generale dell'universo di The Witcher: non è il solito medioevo fantasy ricreato secondo gli stilemi classici. E' tutto più "pittoresco". Quasi sopportabilmente non sovrasfruttato dall'ondata di fantasy che ci siamo beccati qualche anno fa e di cui cominciamo a smaltire l'indigestione solo ora.

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Quello che allontana di più le nuove avventure del witcher dal capitolo precedente, è il sistema di gioco. Si vede lontano dieci miglia che questo è stato pensato col pad dell'xbox360 tenuto bene a mente, tanto che l'avvenuto annuncio della versione console era solo una formalità. Il sistema di combattimento è decisamente più action. Abbandonato quell'ibrido indeciso che caratterizzava le prime avventure del Lupo Bianco, The Witcher 2 si presenta con botte da orbi più snelle, veloci, appaganti. Non c'è più l'incubo di dover scegliere lo stile giusto contro il tipo di nemico, pena non poterlo uccidere. Tutto è veloce, immediato e decisamente più coreografico.
Certo, la parte che riguarda i segni s'è ammosciata parecchio e Quen, la magia scudo, è diventata talmente potente da trasformare Geralt in una specie di patinato carrarmato immortale ma in generale funziona tutto meglio: dalle capriole alla parata. Addirittura le pozioni risultano più utili e acquistano una rilevanza tattica dato che possono essere ingerite solo prima di una battaglia e non durante, com'era nel primo.
Forse la cosa più importante che separa The Witcher da The Witcher 2, è l'inappuntabilità del fatto, grave, che qui si scopa molto di meno. Niente più album delle figurine, niente più:"O, che bei fiori, vieni che ti faccio vedere la mia aiuola", niente più: "Oh, che bell'anello, vieni che gli troviamo un utilizzo", o: "Oh, che buon vino, ubriachiamoci e poi rotoliamoci nei mulini infestati". Geralt è un "quasi" monogamo (quasi, perché qualcosa becca anche qua), e non cerca più di accoppiarsi con ogni npc femminile che gli capiti a tiro. Va detto però che, finalmente, le scene zozze sono rappresentate a schermo con nudità anche piuttosto generose e movenze poco fraintendibili. Quindi abbiamo barattato la quantità per la qualità, che è sempre un ottimo affare da portare a casa.

Clicca per ingr... ma tanto questa l'hai già cliccata.

Quanto di buono detto sopra va unito a un uso sapientino dell'effetto indecisione. Effetto del tipo: "Scegli la tua strada ma sappi che... no, non te lo posso dire ma una cosa che non puoi capire guarda", usato magistralmente in più di un'occasione di gioco. Se siete tipi indecisi e che odiano i bivi narrativi (in effetti sono una responsabilità bella grossa), The Witcher 2 non è proprio il gioco che fa per voi. Interi capitoli di gioco cambieranno a seconda delle vostre scelte, della fazione con cui vi aggregherete e delle amicizie (o inimicizie) che vi farete. Questo aspetto aumenta notevolmente la rigiocabilità del titolo, visto che preferendo alcune decisioni  le ambientazioni, le missioni e i personaggi con cui interagiremo all'interno di un capitolo saranno decisamente diverse. L'impressione, però, è che stringendo stringendo, tali scelte non avranno un'influenza così catastrofica nel finale e che tutto dipenda dal modo in cui ci si arriva più che dall'epilogo stesso.

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Tirando le somme, The Witcher 2 è un gioco che stupisce. Che sia per la sua realizzazione grafica o per come lo stile di gioco è maturato negli anni, evolvendosi e assumendo un'identità forte. E' un titolo che per ora si becca l'appellativo di miglior Gdr occidentale dell'anno (e forse anche migliore sulla piazza), aspettando di scontrarsi col colosso Skyrim. Di sicuro, Geralt, in tutta la sua magnificente maschiosità di strigo, non mollerà tanto facilmente botta. E anzi, si prepara per arrivare su icsbox trissixti più in forma che mai. E' guerra aperta!

6 commenti:

  1. l'importante è che si capisca anche senza aver giocato al primo! quando lo prenderò per 360 non mi aspetto una grafica da pc ma sono curioso di giocarci dopo tutti questi elogi xD
    Comunque un gioco nella quale si fanno delle scelte e con queste puoi cambiare i vari eventi mi ha sempre affascinato, lo ritengo originale almeno!
    Speeeero che esca presto per xbox *.*

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  2. Miglior GDR dell'anno e probabilmente miglior GDR della generazione. C-A-P-O-L-A-V-O-R-O A-S-S-O-L-U-T-O-!

    P.S.
    E poi in Skyrim non c'è Triss quindi suca.

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  3. @Sig: Novembre. Sbav. Se fanno una megacollector finisce che lo riprendo! xD

    @Emanuele: In effetti Triss è un valore aggiunto mica da ridere.. :Q__

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  4. No, cioè, aspetta, vuoi dire che non c'è più l'album di figurine?

    Tragedia, delusione dell'anno, 4-/10 con debito e ci vediamo in classe dopo la campanella.

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  5. No niente album. Anche perché di figurine da incollarci ce ne sono 3-4, di qualità, ma pur sempre 3-4.

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  6. Nonostante la recensioni iper positive che si trovano ovunque non riescono a trovare interesse in questo gioco.. Sarà che è proprio il genere che non mi ha mai intrigato più di tanto e che odio i giochi multi scelta..
    Comunque complimenti all'edizione, vedremo se su 360 riuscirà a mantenersi a cosi alti livelli :O

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