venerdì 27 gennaio 2012

VNC: Final Fantasy VII - la prima fantasia collettiva (Parte II)


(Continua dalla prima parte) Prendiamoci per mano e facciamo un passo indietro nel tempo. Torniamo a più di dieci anni fa, quando Final Fantasy VII era un po' una divinità dalla forma tonda e confortante dei tre CD di gioco. Con estremo piacere per il successo della rubrica, torniamo a quel 1997 (nella nostra storia ormai 1998). In quella città di cristallo, con il lago grande e gli edifici dalla forma esotica. Torniamo al momento immediatamente successivo al combattimento con l'ennesima incarnazione di Jenova, quando un Cloud sconsolato è costretto ad adagiare Aeris sulla superficie del lago. Salutandola per sempre. Siamo rimasti lì, col muso lungo, gli occhi lucidi e il pollice che stentava a premere la X perché, a un certo punto, sarebbe significato dare l'addio ad Aeris. Per sempre. [...]

*ATTENZIONE: questo è un post musicale, per leggerlo dovete assolutamente far partire le canzoni che dividono ogni sezione. Assolutamente, o vi perdete tutto l'effetto.*



Subito dopo la fine del primo CD, combattuti tra l'euforia per il Tiny Bronco e la depressione per la morte di Aeris, ci ritroviamo tutti, noi che lo stiamo giocando. Come una specie di terapia di gruppo. Tutti che giurano di non aver pianto quando la ragazza dei fiori è passata a miglior vita. Oh, ma che scherziamo? Io pure lo dico: pianto, io? Non scherziamo proprio. In realtà io ho pianto, e pure senza ritegno, vergognandomi come un ladro e sperando che mia madre non entrasse in camera mentre assistevo al mio primo funerale videoludico. Però non posso mica fare la figura del cicciolataio svizzero. Tutti seri, là, che scuotiamo la testa come un mucchio di mafiosi. Ennò, nessuna emozione, tranne quella del primo cambio CD della nostra vita. La cosa bellissima è che nessuno di noi ha minimamente idea del perché Aeris sia stata uccisa. Né del perché si sia allontana, d'altronde. Sono cose della vita.



Avanti veloce fino al punto in cui Cloud diventa uno di quelli che hanno i parcheggi riservati. Sono a casa di Claudio mentre guardiamo questo pezzo lunghissimo durante il quale Cloud se ne sta su una sedia a rotelle mentre tutti gli altri gli parlano e Tifa gli sbatte in faccia le tettone. Ma lui non può muoversi. Un incubo.
Continuo a premere X, per mandare avanti i dialoghi e quelli avanti ci vanno, solo che sembrano non voler finire mai. E addirittura c'è tutta una parte di gioco che dobbiamo fare senza avere Cloud nel gruppo. Una tragedia. Poi però un mostro gigante attacca il villaggio. La terra si spacca a metà e Cloud ci finisce dentro con tutta la sedia a rotelle. Saranno circa quarantacinque minuti che premo X e, ogni tanto, ci lanciamo un'occhiata sbalordita per sottolineare quello che -non- succede sullo schermo. Cloud si ritrova in una specie di dimensione nera, in cui parla con Tifa e poi con altre persone. È il momento più strano della mia vita da giocatore. E io che avrei voluto solo bastonare qualche mostro... poi, fortunatamente, il nostro eroe biondo si rimette in piedi e torna all'avventura.



Prima della fine del secondo CD, quando ormai tutti avanziamo spietati a lunghi passi verso il finale, Bungh... Bug... quel vecchio del nonno di Red XIII muore. Com'è pure giusto che sia, visto che ha seicento anni. Che poi fino a dieci ore prima eravamo là che seppellivamo una ventenne che vendeva fiori e mo che ci frega di 'sto vecchio? 
Sephiroth ruba una materia nera. Uno dei pochi frammenti che riusciamo a comprendere dai dialoghi del gioco (e a questo punto il nostro inglese è migliorato esponenzialmente) è "Black Materia". Quindi dev'essere una cosa proprio importante. Midgar viene distrutta, Rufus, il presidente della Shin-ra muore (e anche qui, fischi per lui). Vengono liberati dei mostri grossi come il mondo che girovagano sulla terra. 
Qualcuno di noi (il più furbo o quello con più culo) riesce a capire che il Dottor Hojo è il padre di Sephiroth. E alla fine del secondo disco bastoniamo pure lui, a bordo di quel suo robot strabico e senza senso. Sephiroth ha scoperchiato un cratere e ci si è ficcato dentro. L'ultima parte dell'avventura è più che chiara: andate lì e massacrate Sephiroth. Niente di più semplice. Aeris avrà la sua vendetta!



In realtà, come in ogni buon Final Fantasy che si rispetti, questa parte, quella prima del combattimento finale, si rivela essere la più lunga.
Là, da noi, sotto al giardino del palazzo di mia nonna, parte una bisca clandestina sulle scommesse delle corse dei Chocobo che nemmeno all'ippodromo delle Capannelle. Ognuno si cattura il proprio pennuto, gli affibbia un nome del cavolo e lo imbottisce di erba Ghisal. Capita che proprio in quei giorni PSM regali una piccola guida al gioco. Nella quale è svelato il segreto per ottenere il Chocobo dorato. Me ne impossesso, ben attento a non farmi sgamare dagli amici. Il giorno dopo ce l'abbiamo tutti, quella guida, ché ancora internet non l'hanno quasi manco inventato. 
Inizia quello splendido periodo della nostra vita dove le nostre giornate sono impegnate a incrociare Chocobo. E ogni volta, dopo ogni accoppiamento, c'è quel momento di ansia terribile che precede l'arrivo del cucciolo: se la fortuna ci premia con un Chocobo verde o blu allora si salta in piedi a festeggiare, altrimenti si spegne la console e si carica la partita. Si attraversa tutto lo spettro di colori possibili, fino ad arrivare al nero, battendo pure quello stronzetto vestito da Zorro alle corse del Gold Saucer, quindi si arriva all'apoteosi: il Chocobo d'oro. Nel giorno in cui lo vedo nascere sono il bambino più felice della terra. Lo chiamo Gacchan.



Nel frattempo, Tommaso, (a cui il padre non ha ancora comprato la famosa Playstation col gioco), giura di aver visto un suo amico essere massacrato di botte da Sephiroth. Ci dice di stare attenti, di andarci solo se pronti. Ma proprio prontissimi. Comincia a serpeggiare nel gruppo quella strana sensazione di inadeguatezza che precede lo scontro finale. Ognuno si misura con gli altri, usando il livello di Cloud come metro di giudizio.
Con il pennuto d'oro e la materia più forte del gioco in mano (Knights of the round, trovata nell'isolotto sperduto raggiunto grazie alla guida) ci sentiamo tutti fortissimi. Inizia una sessione dura di allenamento che collima nella sfida alle Weapon. Neanche a dirlo: le botte le prendiamo tutti, fortissime. L'unica che riusciamo a far fuori dopo giorni e giorni di allenamento è l'Ultima, quella che permette di impadronirsi dell'arma finale di Cloud. Poi l'umiliazione della Ruby nel deserto vicino al Gold Saucer che, in un turno solamente, ci massacra l'intera squadra. Gira voce (sempre da Tommaso) che Sephiroth sia più facile delle Weapon! Allora si corre tutti al cratere. "Sei proprio sicuro di entrare nel cratere? Guarda non potrai uscire mai più, ma davvero mai." Sì.
E così comincia la fine.



Arriviamo tutti a Sephiroth più o meno nello stesso periodo. E passiamo le prime due partite ad ascoltare la colonna sonora dell'ultimo scontro. Perché mi sa proprio che è la prima canzone cantata che sentiamo in un videogioco. Fomento generale, mentre il capellone bianco ci massacra di botte come se non ci fosse un domani. Perdiamo tutti, continuamente, e ogni volta sono almeno una decina di minuti di battaglia che si accumulano e portano a ore intere spese dietro a combattimenti disperatamente epici. Io comincio a portare la memory card con me, infilandola in ogni console con Final Fantasy che trovo. Spero di riuscire, con un colpo di fortuna, ad accoppare quel Sephiroth che continua a spammare la mossa di distruzione del sistema solare che gli piace tanto, e alla quale rispondo con Knights of the round. E ogni volta sono minuti di filmati che se ne vanno. Ma niente, alla fine ce l'ha sempre vinta lui.
Il colpo di fortuna arriva una sera, a casa mia, dopo una sessione di allenamento con i Magic Pot, nemici che è possibile trovare solo nel cratere e che, se omaggiati di un elisir (prontamente duplicato tramite trucchetto illegale ma utile), regalano una generosa quantità di esperienza. Sephiroth va giù, poi affronta Cloud in un duello uno contro uno. Una nuova voce mi spunta sul menu, dice: Omnislash. Cloud saccagna di botte il suo rivale, poi fugge dal cratere. Ma il meteorite scatenato da Sephiroth minaccia la terra, sta per schiantarsi quando... Aeris! Fine. Rimango davanti allo schermo, confuso. Mi chiedo cosa dev'essere appena successo, perché il viso di Aer... poi realizzo che sono il primo a finire il gioco! Faccio un giro di telefonate per avvisare tutti gli amici e mi dimentico i misteri lasciati insoluti dal gioco.



Le mie avventure in FF7 sarebbero continuate ancora per qualche tempo. Avrei acquisito la materia 4x cut, potenziato quella Mime, sconfitto la Emerald Weapon (spammando KoTR per centinaia di volte, con il tempo che scorreva per via della mancanza dell'Underwater materia), saltato sul letto urlando come un pazzo quando finalmente il suo milione di vita venne vaporizzato. Avrei sofferto come un cane per non essere riuscito a battere -mai- la Ruby Weapon, avrei voluto fortissimamente comprare una casa a Costa del Sol (per davvero però!) e -ovviamente- avrei perso tempo dietro le centinaia di leggende che giravano intorno al gioco.
Final Fantasy 7 mi entrò nel cuore, ci scavò un posticino e ci rimase. Per me fu più che un gioco.
Per me è come una fotografia, come una finestra dalla quale, ogni volta che mi affaccio, riesco a tornare per qualche secondo a quel periodo: agli amici, al giardino, alla passione. Per questo, a prescindere da meriti e demeriti di un gioco che ha fatto la storia, l'avventura di Cloud rimarrà sempre il mio gioco preferito.

6 commenti:

  1. Decisamente si ç_ç Final Fantasy VII è e rimarrà sempre il migliore, nonostante l'abbiamo finito senza capirci una mazza aveva tutto ciò che ti aspetti da un vero gioco: emozioni, divertimento, adrenalina, personalizzazione, segreti, mappe enormi e via dicendo! Magnifica la parte dei Chocobo, ricordo perfettamente quel periodo per far uscire quello d'oro XD
    Nient'altro da dire che sono ricordi che hanno lasciato un segno indelebile *_*

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  2. Mouse_in_the_house27 gennaio 2012 16:15

    Ancora oggi sono convinto che la Ruby weapon sia impossibile da battere, ogni volta che la fronteggiavo faceva un po' quel c@zzo che gli pare con i miei personaggi, ed io rimanevo lì, basito per tutta quella violenza ai danni di Cloud&co. che venivano mangiati e malmenati barbaramente da tentacoli che spuntavano un po' ovunque
    Almeno l'Ultima ti dava l'illusione di essere fortissimo, di andare in giro a dire 'ho battuto una weapon!!11!!'
    Gran gioco e gran rubrica btw

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  3. Grazie mille :)

    @Tutti: Prossima puntata Residen Evil? :)

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  4. Cavolo ci rimango sempre male quando si parla di final fantasy 7 perchè non ho mai potuto giocarci a causa di mio fratello che non gradiva il genere e quindi non lo ha mai acquistato, il mio primo Final Fantasy fu il 10. Sono giochi che veramente ti restano nel cuore, ti lasciano veramente un bel ricordo di quel periodo =)
    Stessa cosa Resident Evil, come ci sono rimasto male per il tradimento di Wesker nel primo. Poi il 3 lo avrò finito almeno 10 volte (Nemesis rulez)
    p.s.
    http://www.youtube.com/watch?v=IpmNFZtGfVA&feature=related XD

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  5. La Ruby è probabilmente definibile uno come i primi troll di massa della storia lol.
    Lacrime napulitane per la rubrica comunque, complimenti.
    Ricordo come anche anni dopo, quando ci siamo conosciuti, riattaccasti FF7 sperando di capirci di più e sconfiggere quella cazzo di Arma Ponacea (fallendo miseramente, of course)

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  6. FFVII è una leggenda meravigliosa, non ne hanno mai fatti altri di giochi così e se continua così non ne faranno mai più. Cmq la Ruby se non sbaglio andava attaccata quando aveva le braccia alzate o qualcosa di simile altrimenti ti sbatteva fuori i pg lol e vi assicuro che cmq ritrovarsi in FF7 con più nulla da fare e tt i pg maxxati fu abbastanza sconfortante (però si sopravvive lol).

    Ps se non fosse per "lui" l'inglese non l'avrei mai imparato ^^

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