mercoledì 30 novembre 2011

Quello che sto leggendo: Zombi, simbionti e manichini


Eccoci tornati con la rubrica che mette il naso tra le pagine di tutti i fumetti che ho letto in questo periodo. Continua l'operazione di rincorsa ai numeri Marvel, che quelli appena ti volti un attimo escono a tradimento e, senza nemmeno accorgertene, ti trovi due-tre numeri indietro. E magari regalavano anche un taccuino, zingarissimo, ma che rappresenta un feticcio irresistibile nella tua follia collezionistica. E non tornerà mai più. Fortuna che Spidey di questo mese, col taccuino, ho fatto in tempo a pigliarlo. E adesso si trova in quel limbo tipico degli oggetti da collezione; in quel posto della mente in cui non sai se utilizzarlo, come vorrebbe la sua natura di taccuino, o tenerlo immacolato, come vorrebbe la sua natura di oggetto da collezione. (Ne approfitto un attimo per segnalare che domani sarò all'IVDC Preview a Roma, dopo un viaggio estenuante che dovrò affrontare. Da Roma a Roma. Se ci venite a urlare: "Forza Panino! Forza Panino!" mi unisco al coro!) [...]

Iron Man e i Vendicatori N.43

Gran bello. Con Aggiustami si apre una rivalità tra il genio di Tony e quello del dottor Octopus, ridotto ormai in fin di vita da un cancro ma pronto a dare battaglia all'uomo dietro Iron Man. Un uomo che ha segretamente odiato per tutti gli anni trascorsi dal loro primo incontro, nel quale un giovane e affascinante Stark, non pago della differenza di tenore di vita e di aspetto che li separava, si permise pure di pigliare per il culo il povero Otto. Spinto alle soglie della follia l'acerrimo nemico di Spider Man minaccia di fare un bel polpettone con tutto il mondo a meno che Tony non lo guarisca o non ammetta di essere stato sconfitto. Ce la farà Antonio a... certo che ce la fa, non mi pare il caso di distruggere il mondo. La storia dei Vendicatori, Potere Assoluto, iniziata già qualche numero fa continua strepitosamente: Hood s'è impossessato di quasi tutte le Gemme dell'Infinito, questo dà vita a una storia piena di cazzotti, raggi fulminanti e superpoteri ché Dragon Ball gli fa un baffo. Graziosa, con Romita Jr. alle matite, che ha un tratto sempre particolare (benché non lo apprezzi in toto), e che realizza splash pages a profusione, riempendo le pagine in maniera subdola ma estremamente coreografica. Una gioia da vedere. Avvincente anche la storia, di quelle talmente centrali e ben raccontate che sembra assurdo non averci sviluppato una mini serie a parte visto che soddisfa tutti i requisiti: i cazzotti ci sono. Il miglior numero Marvel da un casino di tempo.



Vendicatori .1

Quanto sarebbe assurdo se una storia fondamentale per il proseguo del Marvel Universe finisse su un albetto facoltativo dedicato ai nuovi lettori? Quanto sarebbe assurdo se lo stesso albetto non indicasse proprio un punto di partenza, quanto l'inizio di uno story arc importantissimo? E se nello stesso numero finisse pure una parentesi con Jessica Drew nuda?
Tranquilli: in ogni caso nell'ultima parte non si vede niente. Il resto però c'è eccome: una storia sul ritorno di Ultron e sulla probabile distruzione di tutto l'universo, sbattuta così, come se fosse Philadelphia con Milka, in un .1. Un punto uno che un appassionato un attimo sicuro di sé potrebbe anche snobbare visto il nodo di partenza che dovrebbe rappresentare. E invece, toh, a tradimento: se lo salti hai perso nella vita. Anche perché c'è un riferimento non troppo velato al ritorno di Steve nei panni di Capitan America. Dove non troppo velato sta per: "Il futuro Capitan America". Criptici.



Spiderman N.567

Nonostante la copertina truculenta, con tanto di "occhio della madre" (.cit) un numero decisamente sotto tono. La storia di Spidey La Vendetta dell'Ammazza-Ragni non è male, e continua le vicende del Peter lavoratore che si divide tra la nuova fidanzata, il nuovo lavoro e i vecchi doveri da super eroe. La storia dell'esordio del nuovo Venom, Rinascita, che ha come protagonista il mutilato Flash Thompson, in realtà lo trasforma in un agente speciale con indosso il simbionte. Nessun mostro di tre metri con la lingua bavosa e gli occhi cattivi. Quindi copertina del tutto fuorviante. A chiudere il cerchio ci pensa quella che probabilmente è la peggiore storia che leggo da tempo. Una specie di fanfiction (e Dio sa quanto io odi le fanfiction) sul team up tra Spiderman e Blade. Una vicenda terribile, in cui i vampiri, per trasformare gli umani in loro simili, li drogano con una sostanza che li tramuta in succhiasangue solo per qualche ora. Dice: "Come mai?" Ci volevamo far scappare l'occasione di disegnare mezza pagina di Spidey-vampiro contro Blade? Purtroppo no. Disegnato male, raccontato peggio e con una battuta finale che per decenza vi risparmio ("Pensavo, visto che hai i poteri di un pipistrello vampiro, perché non ti fai chiamare Batm-?" "No."). No.



The Walking Dead Volume 10: Ciò che diventiamo

Un ottimo numero. Narrazione e storia sempre a livelli altissimi, nonostante la ripartenza intrapresa dal numero otto, dopo che le vicende del carcere si sono finalmente concluse. Una ripartenza che, per molti aspetti, potrebbe sembrare un accartocciarsi su se stessi, tentando di riproporre tematiche già esplorate nei primi volumi ma che invece sta analizzando tutt'altro tipo di situazioni, spesso al limite della crudeltà gratuita. Almeno un paio le scene memorabili, con un guizzo di cattiveria che, fortunatamente, viene smorzata un attimo prima che sia troppo tardi. Kirkman è un fottuto sadico. Simbolica la parte in cui Rick prende a morsi i banditi per salvare Carl. Stupendo il personaggio di Abraham: l'uomo tutto d'un pezzo fatto "a pezzi" da un mondo che non gioca secondo le sue regole.
L'unico grande appunto che si può fare a Ciò che diventiamo è il finale: sbrigativo, nel bel mezzo di tutto e senza alcun mordente. L'attesa per il volume 11 rimane alle stelle, ma di certo non grazie alla conclusione di questo.
Ottimo -come sempre- l'editoriale, questa volta scritto da Gianluca Morozzi, redatto con competenza, passione e colmo di considerazioni interessanti. Un must, una parte fondamentale del volume stesso.



Gli Incredibili Xmen N.256

La conclusione di Quarantena, una saga disegnata da Greg Land (quindi, come vedete in apertura, piena di zozze con espressioni poco fraintendibili), in cui i poteri dei mutanti vengono annientati grazie a un virus influenzale, studiato appositamente per metterli fuori gioco durante la commercializzazione di Xperience: una bevanda in grado di donare gli stessi poteri degli Xmen a chiunque sia abbastanza ricco da permettersela. Piacevolissima, tanto per le sparate di Wolverine (protagonista di un momento terribilmente tamarro, in cui fa notare alle persone che hanno assunto l'Xperience in grado di donare il suo potere, che essere Wolverine significa saper resistere al dolore, e poi li spancia con dei coltelli) sia per la storia di Emma, che finalmente sembra essersi liberata di Sebastian Shaw. In chiusura la fine di Collisione, dove Magneto e una Rogue svestita salvano baracca e burattini in India. Tornando a Quarantena, c'è da dire che le confezioni di Xperience sono talmente belle che, se esistesse davvero, mi toccherebbe risparmiare per collezionarle tutte quante. Speriamo senza essere squartato da Logan.


Minchia che bellissimi!


Gli incredibili Xmen .1

Praticamente una storia su Magneto. Con tanto di Xmen di contorno e una Emma Frost microcefala. Chissà perché. Ah, c'è pure una segretaria MILF, che non fa mai male.
Una storia che potrebbe essere un buon inizio, per chiunque non conoscesse i trascorsi recenti di Erik Leshner, quel Magneto prima cattivissimo e ora addirittura parte dell'organizzazione mutante più buona del monte. Protagonista di una storia nella quale la bella PR si chiede come poter rilanciare l'opinione generale del suo cliente, per fare in modo che nella memoria collettiva l'immagine di vile terrorista sia sovrascritta da qualcosa di un tantino meno catastrofico. In appendice due ottime pagine di spoiler sui futuri avvenimenti degli Xmen. Due pagine nelle quali Emma limona con Namor, che poi viene picchiato e Magneto si allea con degli... orchi? Staremo a vedere.



Dylan Dog Grande Ristampa N.12

Niente di particolarmente esaltante. Il Buio e Incubo di una notte di mezza Estate, entrambe di Chiaverotti soffrono della "Sindrome di Chiaverotti" (anche detta: "Sindrome di Scooby-Doo"): il cattivo è sempre il committente che, per qualche motivo, non ricorda il perché dell'accaduto, ma tanto chi se ne frega, alla fine muore in un modo orribile e strappalacrime.
Il Buio è la storia migliore del trio, con un tentativo di sconvolgere il lettore assurdo (inscenando la morte di Groucho) ma stranamente riuscito. La scogliera degli Spettri, pur condividendo il titolo di uno splendido Piccoli Brividi dei tempi che furono, prova a ricordare le atmosfere de La Dama in Nero e Il Castello della Paura senza però avere la forza e la convinzione giuste per riuscirci. Ritenta sarai più fortunato.
L'ultima storia, quella dei manichini assassini, è decisamente la meno riuscita. Pessimo il colpo di coda finale: "Ah, sì, ora ricordo sono stata io"che, se possibile, peggiora ancora di più il quadro generale. Peccato. Un numero sufficiente, ma da Dyd sono stato abituato meglio.



SpiderMan .1

Ossia: Venom .1.
Continuo a rimanere stranito dalla decisione di rappresentare il Venom in copertina come il bestione che non è. In realtà la storia è abbastanza da agente segreto, con una virata horror nel finale dove finalmente il Simbionte prende il sopravvento su Flash e lo trasforma in un ipertrofco mostro assassino che macella gli avversari.
Di Spiderman comunque, all'interno dell'albetto, nessuna traccia. Singolare la decisione di trasformare questa storia in un .1: c'è qualche accenno alla vita attuale di Peter Parker, ma decisamente sotto tono per iniziare nuove leve alle avventure del ragno.
Anche qui, in appendice una serie di spoiler clamorosi in cui  Mary Jane ottiene i poteri del ragno e Spidey e la Gatta Nera affrontano tutti i nemici storici di Peter.




Capitan America e i Vendicatori Segreti N.17

Settant'anni di Capitan America, portati benissimo. In questo numero speciale che poi tanto speciale non è, scopriamo che fine ha fatto Bucky: confinato in Russia, in una prigione in cui è costretto a picchiarsi con detenuti Lupi Mannari. Nel frattempo Steve prende in considerazione l'idea di tornare a vestire i panni del Capitano, giusto perché tutto l'universo gli chiede di farlo, ché Bucky, poveraccio, è impossibilitato. E più che altro sta sul cazzo a tutti.
Le due storie dei Vendicatori Segreti, la conclusione di Gli Occhi del Drago e Il caso John Steele, entrambe basate fortemente sulla figura del supersoldato Steele, sono buone, come c'hanno sempre abituato i cicli narrativi di questa serie, ma non eccezionali. Sopratutto per la mancanza di apparizioni di Sharon Carter e della sua tutina alla Samus tutta attillata. Insomma, auguri Cap, e vedi di tornare presto.


4 commenti:

  1. Ma la storia di Spidey e Blade deve essere magnifica invece *O* due mastodonti nello stesso albo! Peccato per i disegni orribili come dici, sennò secondo me poteva essere sviluppata meglio e risultare anche interessante sisi:
    Walking Dead è Walking Dead, insomma non c'è nient'altro da dire, spero solo però che la storia non porti a pagliaccerie improvvise con sta storia dello scienzato che può curare il virus ecc ecc! In attesa dell'11 °ç°

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  2. No guarda, i disegni sono il meno peggio di quella storia. E ho detto tutto...

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  3. 1) Ma quanta cavolo di roba leggi?
    2) Ma questo .1 sta andando tanto di moda?
    3) Ma la cover di Spiderman N.567 cos'è? °__°
    4) Greg Land da cosa ha copiato la cover?
    Comunque, tra tutti preferisco come sempre le vicende di Iron Man, il migliore di tutti *.*

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  4. 1) Eh, un po' di roba xD
    2) L'hanno fatto su tutte le testate. In pratica ogni personaggio Marvel (o supergruppo) ha avuto il suo .1
    3)Tipo SPiderman mangiato da Venom... bo, tanto è roba che nel fumetto non c'è.
    4)Qualche Big Tits di Brazzers, di sicuro!

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