giovedì 15 marzo 2012

I Magnifi Sette - Sette film italiani che non vorreste vedere (o forse sì)


Ieri, quando ho iniziato a scrivere questo post, avevo un'ansia mostruosa e avevo dormito un cacchio. Quindi l'ho abbandonato in attesa di tempi migliori. Poi eccoli: oggi è proprio uno di quei tempi migliori.
Era un casino di tempo che volevo fare una classifica del genere, di quelle che piacciono tanto, che fosse concisa ma significante. Che pigliasse in esame quei film dimmerda ma veramente dimmerda, che sforniamo con prepotenza italica ma che, sotto sotto, hanno un cuore grande così. Che sono belli dentro. Troppo belli, direi. Filmsss che il sottoscritto ha visto più e più volte. Perché mi sa che sono un masochista di quelli che si fanno prendere a scarpate in faccia. [...]


Numero 7 - Via Del Corso

Un film scoperto recentemente, tra l'altro l'unico (o quasi...) non ancora visto di tutta la lista che seguirà. Perché, fondamentalmente è introvabile. Ho però avuto modo di vedere qualche spezzone su youtube, e l'inizio del film spedito da quei tanto cari Zii Americani (Tm), ed è bastato tanto così per farlo entrare in classifica. Ambientato nella nota via romana (non proprio la mia via preferita, invero) che dà il nome al film, è la storia di... no, sinceramente non è che ci sia una storia, è che è un pretesto come un altro per far vedere una interpretazione di Roma che non esiste. Perché per quanto può sembrare impossibile, qua, quando sali sull'autobus, non parte un coro da stadio per festeggiare la magggica, ma anzi, tutti se ne stanno seduti, incazzati neri. Muti. E no, non andiamo in giro nemmeno come i simpatici figuri di questa clip, a menare ai barboni, organizzando risse e fischiando dietro le straniere. No, aspetta, in effetti quest'ultima cosa sì.


Numero 6 - Grazie Padre Pio

Interpreti: Gigione e Joe Donatello. Già questo basterebbe per inserirlo in classifica. Grazie Padre Pio è una storia commovente fatta di corse clandestine, donne false e profittatrici, gente che combatte giornalmente per la libertà. E mafia. Oh, quella c'è  sempre. È la storia di un padre preoccupato per la brutta strada intrapresa dal figliolo, che però alla fine si redime ma ammette che quella gente, quella là, che faceva i giuramenti intorno al biliardo e organizzava le corse con le Panda, non era mica tanto male. E poi canzoni, un mucchio di canzoni bellissime, gettate alla rinfusa, come perle a impreziosire la messa in scena. Imperdibile, gli dedicai un post in tempi remoti.


Numero 5 - Troppo Belli

Che non solo è scritto da Maurizio Costanzo, ma è anche interpretato da Costantino e Daniele, nei panni di loro stessi. Con un mucchio di problemi di sceneggiatura, del tipo che i due loschi figuri sono ragazzi comuni ma le ragazzine fuori scuola si scambiano le loro foto, dando vita a un mercato clandestino che nemmeno con le figurine Panini. E poi, insomma, loro vorrebbero solo essere famosi: anche perché, con quelle facce lì, potrebbero finire giusto in televisione. O allo Zoo. E allora via, in una girandola folle di scene senza senso (epica quella di Daniele che fa finta di essere ubriaco, sulla spiaggia), con quel concetto di fondo sbagliatissimo che il mondo si muove solo per i belli, che i tamarri vanno avanti e gli altri no. Che, insomma, magari. Così almeno Costanzo se ne sarebbe stato a casa sua a mangiare formaggio.


Numero 4 - In The Market

Sento puzza di odore di Palma di Cannes. In The Market è quello che un ragazzo sprovveduto con una telecamera in mano, un pacco di voglia di citare Tarantino per dimostrare che ha fatto i compiti, e una repulsione per l'italico suolo su cui vive, potrebbe girare in un paio di giorni. Del film ne abbiamo parlato, a mazzettino, nel post a esso dedicato, qui, giusto per rivangare il passato voglio solo esortarvi, se non l'avete ancora visto, a spaccarvi le palle con la prima parte infinita sulle uova, i concerti e la scuola, a farvi due risate con la mitica sosta alla stazione di servizio (con veggente, eh), e poi ad ascoltarvi il pippone di Ottaviano Blitch.


Numero 3 - Parentesi Tonde

Film Culto. Fosse altro per il cast, stellare, che annovera celebrità del calibro di: Raffaella Lecciso (cioè la sorella sfigata di Loredana Lecciso, per farvi capire la levatura), Karim Capuano (eroe indiscusso della recitazione italiana), Eva Henger (frenate gli entusiasmi: vestita), Giucas Casella, Antonio Zequila (Er Mutanda) e, ciliegina sulla torta, la Contessa De Blanc nei panni di se stessa. Così, bam, alla Inception. Mindblowing. Che insomma, per raccontare la storia di questi due mignottoni che cercano di rimorchiare al villaggio vacanze, ci vuole tatto. Plauso al finale, che sconvolge davvero tutto il film come nemmeno i piccoli brividi dei tempi andati, e alla parte iniziale: trenta minuti di balli e canti che nemmeno fossimo al matrimonio di Connie Corleone o in una puntata random di Buona Domenica. Una cafonata.


Numero 2 - Alex L'Ariete

Che sarebbe potuto essere primo, senza nessun problema, ma c'ho quel pezzetto di cuore che ancora fa il tifo e crede ad altro. Alex L'Ariete, interpretato da un magistrale Alberto Tomba, è la storia di un poliziotto che, durante una pericolosissima operazione armata, decide di salvare un bambino, piovuto giù dal cielo, anziché accompagnare nell'irruzione il suo compagno di squadra (il benestimato Roby). Quest'ultimo, sbadato, sfonda la porta, quindi ricarica l'arma urlando come un pervertito e finendo vittima di una impietosa smitragliata. Alex allora interviene (magistrale la scena madre: quei "Nooooo" sparati con la stessa forza perforante dei proiettili, brividi e pelle d'oca), ma per Roby non c'è niente da fare. E il film è tutto così: un ricettacolo di scene di culto, regalate allo spettatore, rapito dalla splendida sceneggiatura e dalle abilità recitative del Tombone nostro e di una Hunziker agli inizi (quando ancora non rideva random per ogni cazzata). Da vedere tutto, perché le scene da segnalare sarebbero troppe. Mi limito solo, prima di lasciarvi alla prima posizione ("Stupida, dove vai!?") a segnalare il meraviglioso segmento della finestra trucidata.


Numero 1 - Dream Land

E forse non è proprio un caso quel nome che porta. La Terra dei Sogni, perché effettivamente solo nei sogni l'abbiamo vista. Dreamland, uscito nelle sale italiane per qualcosa come due giorni e mezzo, ritirato a tempo di record, giusto per montarci su un caso ad arte facendo passare a Le Iene una trafila di attori indignati dal mancato pagamento che spettava loro. DreamLand, il fenomeno che è iniziato con un trailer troppo bello per essere vero, che è continuato con l'orribile scoperta del ritiro dalle sale e con la ritrovata gioia del nuovo trailer e di una promessa che non è stata mai mantenuta. Ma ci sono cose in cui bisogna credere, perché è importante non perdere mai la fede e sperare. Sperare sempre nella versione DVD.

9 commenti:

  1. Ehhhh che dire, che dire, tutti grandi capolavori! Alex l'Ariete il cult più assoluto del cinema italiano senza esagerare nelle parole, la scena della finestra è solo una piccola chicca in un film ricco di colpi del genere!
    Per non parlare di un Via del Corso scoperto improvvisamente durante un sabato notte random, e infine Dreamland, il sogno svanito, il pezzo mancante della collezione ç_ç Speriamo tutti in gruppo

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  2. per quanto amante del trash, grazie a iddio non ne ho visto manco uno!

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  3. Qui sento un po' puzza di Yotobi... ;)

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    1. Abbiamo in comune un amore per 'sti grandi film!

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  4. Anche io non mi dispiaccio della mancata visione di tali capolavori.

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  5. Il migliore rimane quel fottuto capolavoro di Grazie Padre Pio. Geniale!

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  6. Ragazzi con alex l'ariete tocchiamo una pietra miliare del cinema italiano e internazionale...non ci sono parole per descrivere l'eleganza e la destrezza grammaticale di albertone tomba...

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  7. Notevole la partecipazione su Via del Corso di er Cipolla 1, er Cipolla 2 e er Cipolla 3. Il pezzo della rissa è fenomenale.
    Grazie Padre Pio mi fa pensare a tutta quella gente che soffre e combatte quotidianamente per la libertà... "Ti presento Sara, la mia ragazza, e Marta: uno zoccolone da monta truccato come Moira Orfei".
    Gli altri film hanno momenti impagabili anche,ma Troppo Belli e Parentesi Tonde sono troppo da subire anche per me, non penso riuscirò mai a vederli.

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  8. Noto di averne visti un bel pò e sono assolutamente fiero di questo.
    Con Dream Land ci abbiamo lasciato tutti un pezzo di cuore, un film talmente tanto dimmerda che è stato tolto dai cinema poche ore dopo l'uscita. Praticamente un film da vedere a costo della vita, per poi esclamare in coro Grazie Padre Pio!

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